Trump e Hegseth a Quantico: "Dipartimento della Guerra, priorità alla sicurezza interna"

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   In un discorso tenuto alla base di Quantico, di fronte a una platea compatta di ottocento ufficiali di alto rango convocati da ogni angolo del globo, il segretario alla Guerra Pete Hegseth ha tracciato, senza mezzi termini, i contorni di una nuova dottrina militare. La sua orazione, che ha definito "decenni di decadenza" un periodo da archiviare, ha sancito una rottura netta con le politiche del recente passato, individuando nel cosiddetto "wokeismo", da lui bollato come "spazzatura", uno dei mali da estirpare per restituire vigore all'apparato bellico. Ha quindi esortato quanti, tra i generali e gli ammiragli, non condividessero questa radicale sterzata ad abbandonare il servizio, una richiesta che suona come un ultimatum e che rende palpabile la frattura ormai evidente tra la nuova leadership politica del Pentagono e i vertici delle forze armate.

Un ultimatum ai dissenzienti

Poco dopo, facendo il suo ingresso nell'assemblea, il presidente Trump è tornato sullo stesso concetto, rimarcando con parole ancor più dirette l'invito ad andarsene per i dissenzienti. "Se quello che dico non vi va bene, sappiate che la porta è lì", ha affermato, non senza aggiungere che una simile scelta comporterebbe la rinuncia al grado e a ogni prospettiva di carriera futura. Il presidente ha poi ribadito la bontà della decisione di aver ripristinato l'antica denominazione di "Dipartimento della Guerra", giudicandola "molto popolare" presso l'opinione pubblica, in un chiaro segnale di discontinuità simbolica con l'era contemporanea.

La nuova missione: combattere la guerra e le minacce interne

Il cuore operativo del nuovo corso è stato delineato dallo stesso Hegseth, il quale ha proclamato che la missione unica e prioritaria dell'istituzione da lui guidata è, d'ora in poi, "combattere la guerra". Una finalità, ha specificato, non dettata da un desiderio bellicoso ma dalla volontà di garantire una pace fondata sulla forza e sulla preparazione. In quest'ottica, l'attenzione si sposta dalle costose e lunghe campagne oltremare alla sicurezza del suolo americano, con un'esplicita chiamata a prepararsi per contrastare anche "minacce interne", una categoria che rimane volutamente ampia e suscettibile di diverse interpretazioni.

Attacchi personali e un messaggio nucleare

Non sono mancati, nell'intervento del segretario, attacchi personali rivolti a una certa categoria di alti ufficiali, da lui definiti con disprezzo "grassi", colpevoli, a suo dire, di aver permesso il declino dell'efficienza militare. Su un altro piano, quello strategico, Trump ha voluto lanciare un messaggio di forza assoluta riguardo all'opzione nucleare, dichiarando che chiunque osi menzionarla deve sapere che gli Stati Uniti sono pronti a rispondere, un'affermazione che, per la sua natura, non ammette ambiguità e che intende chiudere qualsiasi spazio per potenziali avversari.

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