Vaticano, pellegrini in crescita con Leone XIV: nel 2025 oltre tre milioni di fedeli
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Redazione Esteri
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La Prefettura della Casa Pontificia ha reso noto, in una comunicazione di martedì 30 dicembre, i dati ufficiali che, come un termometro infallibile, misurano il polso della partecipazione dei fedeli nello Stato della Città del Vaticano nel corso dell’anno appena concluso. Quella che emerge è una fotografia nitida, la quale, al di là di ogni tentativo di ridimensionarne la portata, registra un incremento sensibile e significativo delle presenze a seguito dell’insediamento di Leone XIV. L’anno 2025, segnato dal Giubileo della Speranza e da quel passaggio storico tra due pontificati che ha pochi precedenti nella storia contemporanea, ha visto infatti una partecipazione straordinaria, calcolata in 3.176.620 persone, alle udienze generali e giubilari, a quelle speciali, alle celebrazioni liturgiche e alle consuete recite dell’Angelus o del Regina Caeli.
I numeri di un anno diviso in due
Analizzando i dati per periodi, si osserva come il quadrimestre iniziale, ancora sotto il pontificato di Papa Francesco, abbia fatto registrare un totale di 262.820 presenze, una cifra di per sé ragguardevole, distribuita fra le 60.500 persone alle otto udienze generali e giubilari, le 10.320 a quelle speciali, 62.000 durante le celebrazioni liturgiche e ben 130.000 per gli Angelus in piazza San Pietro. Un flusso costante, che costituiva la base di un anno già eccezionale per la concomitanza dell’evento giubilare, ma che ha conosciuto un’accelerazione palpabile nella fase successiva, quando la guida della Chiesa è passata nelle mani del nuovo pontefice.
L'impennata nei mesi centrali e finali del 2025
È proprio nei mesi che hanno fatto da cornice al nuovo pontificato che i numeri hanno assunto una dimensione diversa, suggerendo quel fenomeno che alcuni osservatori hanno iniziato a definire, non senza una certa approssimazione giornalistica, "effetto Leone XIV". La curiosità dei fedeli, unita all’attrattiva di un magistero che si è presentato con tratti distintivi fin dalle prime apparizioni pubbliche, ha spinto folle sempre più ampie verso la piazza e l’aula delle udienze. Ottobre, ad esempio, si è distinto come il mese con la maggiore affluenza alle udienze, toccando la quota di 295.000 presenze, mentre dicembre ha visto le recite dell’Angelus più partecipate dell’intero anno, con 250.000 persone convenute per ascoltare la preghiera mariana e la benedizione. Cifre che, sommate a quelle degli altri mesi, hanno portato il totale annuale a superare la soglia simbolica dei tre milioni, un traguardo che conferma il Vaticano come polo di attrazione spirituale di portata globale.
Un quadro che parla da solo
I dati, nella loro arida oggettività, non lasciano molto spazio a interpretazioni contrapposte: il 2025 si chiude con un marcato segno positivo in termini di affluenza, un dato che la Prefettura della Casa Pontificia si è limitata a rendere noto senza commenti aggiuntivi. L’anno, che passerà agli annali per la transizione tra i due papi e per lo svolgimento del Giubileo, ha visto milioni di persone, provenienti da ogni angolo del mondo, attraversare il colonnato del Bernini, creando una miscela unica di devozione, speranza e semplice desiderio di essere presenti in un momento di cambiamento. La cronaca, del resto, offre spesso spunti di riflessione che vanno al di là dei meri numeri, toccando corde più profonde che riguardano il sentire comune e le dinamiche di un’istituzione millenaria alle prese con le sfide del presente.
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