Andrea Carnevale, la tragedia dietro il bomber: "Mio padre uccise mia madre con un'ascia"
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Redazione Sport
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Andrea Carnevale, oggi osservatore per l’Udinese ma negli anni Ottanta uno dei volti più noti del calcio italiano, ha deciso di raccontare senza filtri la sua vita nel libro Il destino di un bomber, scritto con Giuseppe Sansonna per 66thand2nd. Tra i successi in campo, come lo scudetto vinto con il Napoli al fianco di Maradona e Careca, e le vicende personali segnate dal dolore, emerge un passato che lo ha profondamente segnato.
A soli quattordici anni, Carnevale perse la madre in circostanze atroci: il padre, infatti, la uccise a colpi d’ascia. Un trauma che, come ha rivelato in un’intervista, lo ha portato negli anni a impegnarsi attivamente contro la violenza di genere, diventando testimonial del Telefono Donna. «Papà uccise mamma con un’ascia», ha confessato, ricordando anche l’abbraccio in carcere con l’uomo che gli aveva strappato tutto. Otto anni dopo quel delitto, il padre si suicidò gettandosi da una finestra del manicomio criminale in cui era rinchiuso, sotto gli occhi dello stesso Andrea.
Non solo la tragedia familiare, però, ha caratterizzato la sua esistenza. Il libro ripercorre anche il matrimonio fallito con Paola Perego, di cui rivela un aneddoto curioso: «Piaceva anche a Maradona, gli rubai il numero di telefono dal pantalone». Ma è soprattutto sul dolore e sulla resilienza che Carnevale si sofferma, trasformando la sua storia in un monito contro la violenza.




