Meta lancia la sua app di intelligenza artificiale: un assistente che fa anche social

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Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   Dopo aver integrato la sua intelligenza artificiale in Instagram, Facebook, Messenger e WhatsApp, Meta ha deciso di sganciarsi dalle piattaforme esistenti per lanciare un’applicazione autonoma. Presentata durante l’evento LlamaCon, "Meta AI" è il primo assistente vocale basato sul modello Llama 4, progettato non solo come chatbot, ma come strumento multiforme che include generazione di immagini, conversazioni con sintesi vocale "full-duplex" – capace cioè di essere interrotta a comando – e persino un feed social, "Discover", che mostra in tempo reale come gli utenti interagiscono con il sistema.

L’app, già disponibile negli Stati Uniti, Canada, Australia e Nuova Zelanda, rappresenta un passo ulteriore nella strategia di Mark Zuckerberg, che punta a competere direttamente con ChatGPT di OpenAI e Gemini di Google. «Quasi un miliardo di persone lo usano già», ha detto il fondatore di Meta, sottolineando come l’assistente, finora accessibile solo all’interno delle altre app del gruppo, meriti ora uno spazio dedicato.

Non mancano però le polemiche. Llama 4, il modello su cui si basa Meta AI, è stato accusato di differire significativamente dalla versione testata su piattaforme come LM Arena, sollevando dubbi sulla trasparenza delle prestazioni dichiarate. Intanto, in Italia, il Garante della privacy ha stabilito che gli utenti che intendono opporsi all’utilizzo dei propri dati per l’addestramento dell’IA hanno tempo fino a fine maggio per esercitare questo diritto.

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