Kaufmann si proclama innocente nel duplice omicidio di Villa Pamphili, ma non risponde alle domande dei pm
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Redazione Interno
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“Sono innocente, voglio parlare prima con il mio avvocato e con il consolato americano”. Sono state queste le uniche parole pronunciate da Francis Kaufmann, il 46enne statunitense accusato dell’omicidio di Anastasia Trofimova, 28 anni, e della figlia Andromeda, di soli undici mesi, i cui corpi senza vita furono rinvenuti a Villa Pamphili lo scorso 7 giugno. L’uomo, attualmente detenuto nel carcere greco di Larissa, è stato interrogato dai magistrati romani attraverso un ordine europeo di indagine, ma ha scelto di avvalersi della facoltà di non rispondere, lasciando nel silenzio ogni possibile chiarimento sulla tragedia.
L’interrogatorio, svoltosi in videocollegamento con la procura di Roma – presente il procuratore aggiunto Giuseppe Cascini – e con la Squadra Mobile, è durato pochi minuti. Kaufmann, che si oppone all’estradizione richiesta dall’Italia, non ha fornito alcuna versione dei fatti, né ha speso una parola per la compagna e la bambina, limitandosi a ribadire la propria innocenza. Prima di lasciare la sala, tuttavia, ha avuto un’improvvisa reazione aggressiva verso i presenti, senza che fosse chiaro il motivo del suo sfogo.
Le indagini, coordinate dalla procura capitolina, procedono ora in attesa degli esiti degli esami istologici, i cui risultati – previsti per luglio – potrebbero fare luce sulle reali cause dei decessi. Le autopsie hanno già fornito alcuni elementi, ma i magistrati puntano a ricostruire con precisione la dinamica di un delitto che ha sconvolto l’opinione pubblica, anche per la giovane età delle vittime. Kaufmann, che si definisce regista, rimane l’unico indagato, mentre le autorità greche collaborano con l’Italia per valutare il trasferimento dell’uomo.




