Gianni Iapichino e Fiona May, l’ex marito: “Quello che ho visto a Pechino Express non è edificante. Alle mie figlie penso io”

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Sport Redazione Sport   -   Lo scenario televisivo, si sa, possiede l’inquietante capacità di riaccendere vecchi conflitti familiari sotto i riflettori; ne è un esempio lampante l’edizione in corso di “Pechino Express”, dove la presenza della campionessa Fiona May – in coppia con l’attuale compagno Patrick Stevens – ha innescato una replica a dir poco durissima da parte dell’ex marito Gianni Iapichino. Se la trasmissione offre solitamente spunti di leggerezza, in questo caso le dichiarazioni rilasciate da Stevens, il quale ha raccontato di aver promesso al defunto padre di May che avrebbe “protetto lei, Larissa e Anastasia”, hanno spinto Iapichino a rompere un silenzio che durava da mesi. La sua replica, affidata alle colonne di un’importante testata nazionale, non lascia spazio a fraintendimenti: il riferimento alla protezione delle due figlie – la promessa lunghista Larissa e la sorella minore Anastasia – è stato accolto con una puntualizzazione secca, quasi gelida, che mira a ristabilire una gerarchia genitoriale che l’ex atleta sente messa in discussione.

Iapichino, che dal 2021 allena personalmente Larissa seguendola a tempo pieno tra i meeting internazionali e la loro base di Firenze, ha utilizzato una strategia retorica interessante per smontare le parole del rivale in amore, senza mai alzare il tono ma incidendo nel profondo. “Voglio sperare – ha dichiarato – che questo sia stato detto per poca conoscenza della lingua italiana; magari Patrick voleva dire qualcos’altro, in fondo anche Fiona non mastica perfettamente l’italiano”. Con questa frase, l’allenatore non solo mette in dubbio la reale comprensione del lessico emotivo da parte della coppia, ma ribadisce con forza un principio di realtà: “Sono io che proteggo Larissa e Anastasia dal punto di vista maschile – ha aggiunto – non so come una persona che vive in Belgio possa proteggere due ragazze che stanno principalmente con me a Firenze”. Una stilettata, quest’ultima, che ha il sapore di una rivendicazione pratica e quotidiana, lontana dalle promesse solenni fatte in tv.

La vita quotidiana e il sacrificio per le figlie

Lungi dal limitarsi a una sterile polemica da talk show, Iapichino ha voluto contestualizzare il proprio ruolo descrivendo un impegno che, a suo dire, ha richiesto la rinuncia a progetti di vita personali significativi. L’ex marito della May, infatti, ha rivelato di aver messo da parte la carriera di maestro di golf a Miami – un sogno professionale accantonato – per restare accanto alla crescita sportiva e umana delle ragazze, sottolineando un aspetto che la telecamera del reality non può cogliere. “Mi sono messo a disposizione delle mie figlie – ha spiegato – ho cercato di fare il massimo. Sono anni che non faccio vacanze. Quando Larissa finisce di gareggiare, Anastasia inizia la scuola”. Questa narrazione, costruita su dettagli minuti della gestione familiare, mira a contrapporre la concretezza del “fare” alla spettacolarizzazione del “dire” andata in onda nel programma di Sky.

Non è sfuggito, inoltre, il commento tagliente riservato all’ex moglie in merito al comportamento mostrato durante la trasmissione, dove Fiona May è stata protagonista di accesi battibecchi (tra cui uno particolarmente vivace con la cantante Jo Squillo). “Quello che ho visto in TV – ha tuonato Iapichino – non è stato molto edificante. Ma non mi ha stupito perché la conosco. Ai suoi tempi non c’era molta solidarietà tra le atlete, lei teneva un profilo basso, ma dentro era così”. Una dichiarazione, questa, che sposta il tiro dalla cronaca rosa all’analisi caratteriale, suggerendo che la tensione mostrata in Indonesia non fosse una semplice ceduta momentanea dovuta alla stanchezza del viaggio, bensì un tratto distintivo della personalità della campionessa, già emerso – secondo la sua visione – negli spogliatoi dell’atletica degli anni Novanta.

La dinamica familiare e la distanza geografica

Mentre le telecamere si concentrano sulle sfide e i paesaggi esotici, dietro le quinte del reality si consuma quindi una partita a scacchi fatta di dichiarazioni pubbliche e reciproche delegittimazioni. Da una parte, Patrick Stevens – ex velocista di caratura europea – tenta di ritagliarsi un ruolo di punto di riferimento morale per le giovani atlete, giocando la carta della promessa fatta al suocero scomparso; dall’altra, Iapichino oppone la forza della consuetudine e della presenza fisica. La logica che emerge dal suo sfogo è spietatamente geografica: come si può tutelare l’incolumità e il percorso di due adolescenti (e poi giovani donne) stando a centinaia di chilometri di distanza, tra un aereo e l’altro? Una domanda, questa, che il diretto interessato lascia sospesa nell’aria, quasi a voler sottolineare un’assenza strutturale che nessuna partecipazione a un programma televisivo potrà mai colmare.

Se Fiona May, dal canto suo, aveva dichiarato in apertura di stagione che l’esperienza nel reality l’avrebbe resa “più vicina” al compagno Patrick, evidenziando come lo stress della gara avesse rafforzato la loro unione quindicinale -3-9, la controffensiva di Iapichino mira a spostare l’attenzione su un fronte diverso: quello della responsabilità genitoriale silenziosa. Il fatto che Larissa Iapichino, fresco talento dell’atletica azzurra, sia allenata proprio dal padre e risieda con lui per gran parte dell’anno -2-7, fornisce a quest’ultimo un argomento autorevole che prescinde dal gossip. E mentre i social discutono animatamente delle parole di Stevens e delle “sfuriate” di May, la voce di Iapichino – monocorde e determinata – sembra voler mettere i puntini sulle “i”, ribadendo che, a conti fatti, la vita vera si gioca molto lontano dai riflettori di “Pechino Express”.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.