Kana-Biyik fa ballare Nicolussi Caviglia e Sigua incorna: Losanna in vantaggio sulla Fiorentina
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Redazione Sport
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Una sterile Fiorentina, la cui imprecisione nei passaggi ha impedito qualsiasi costruzione di gioco degna di nota, è stata punita nel secondo tempo dalla concretizzazione del Losanna. L’episodio chiave, arrivato al 58’ minuto di gioco, ha visto protagonista assoluto Kana-Biyik, autore di una progressione sulla fascia sinistra che ha letteralmente fatto “ballare” Nicolussi Caviglia, superato con un dribbling netto e prepotente. L’assist crossato che ne è derivato, preciso e teso, è stato trasformato in rete da Sigua, il quale ha “incornato” il pallone di testa, lasciando pochi margini di intervento al portiere viola. Un'azione, questa, che ha cristallizzato la superiorità tattica e agonistica della squadra svizzera in una serata in cui i toscani, avvolti in una confusione strategica e tecnica, non sono mai riusciti a rendersi pericolosi.
Il riconoscimento di Goretti sulla presunzione pre-crisi
In un contesto già compromesso dalla difficoltà in campo, le parole pronunciate da Goretti, membro dello staff tecnico, hanno gettato un’ombra ulteriore sulla gestione del periodo precedente. L’ammissione, per certi versi sorprendente nella sua franchezza, ha confermato come, prima dell’attuale fase di crisi, l’ambiente viola fosse permeato da un sentimento di eccessiva sicurezza. “Prima della crisi eravamo presuntuosi”, ha dichiarato, offrendo involontariamente una chiave di lettura per comprendere l’attuale disorientamento di una squadra che sembra aver perso i suoi riferimenti fondamentali, oscillando tra iniziative individuali e una collettività frammentata.
Le dichiarazioni di Vanoli e il problema della varietà tattica
Alla vigilia dell’incontro, l’allenatore Paolo Vanoli aveva affrontato le critiche riguardanti la scarsa propensione al cambiamento dello schema di gioco, rimasto ancorato al classico 3-5-2. “Mi dispiace essere ripetitivo, lo faccio continuamente: non sono integralista, quindi tutto è possibile”, aveva risposto il tecnico, il quale, tuttavia, non è riuscito a tradurre questa affermazione di principio in una diversificazione effettiva delle soluzioni in campo. La partita contro il Losanna ha anzi evidenziato una rigidità di manovra che, unita agli errori banali in fase di costruzione, ha reso la Fiorentina prevedibile e inefficace, incapace di sorprendere una difesa avversaria ben schierata e aggressiva.
Il contesto e il peso di una sconfitta che complica il percorso
La sfida, valida per l’ultima giornata del maxi girone di Conference League, rappresentava un’opportunità cruciale per assicurarsi un accesso più agevole alla fase successiva, riducendo il numero di impegni nel prossimo febbraio. Con i viola che occupavano una posizione di classifica di vertice e il Losanna a ridosso, lo scontro diretto assumeva le caratteristiche di un vero e proprio spareggio. La sconfitta, invece, non solo consegna alla formazione svizzera i tre punti decisivi, ma costringe la squadra di Vanoli a un percorso più lungo e insidioso nei turni eliminatori, aggiungendo un ulteriore capitolo a una stagione che, dopo un avvio promettente, si è infilata in un vicolo cieco fatto di risultati deludenti e prestazioni sottotono.




