Luca Bonat muore in uno scontro con un autobus, il figlio di due anni si salva miracolosamente
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Redazione Interno
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La sua Volkswagen Golf, che viaggiava nella zona industriale di Feltre nel primo pomeriggio, ha incrociato tragicamente il percorso di un autobus di linea, in uno scontro frontale la cui violenza ha lasciato poco spazio a qualsiasi speranza. Luca Bonat, che di anni ne aveva compiuti da poco quaranta, è deceduto nel giro di un'ora, nonostante i soccorsi immediati; una fine improvvisa che ha stroncato l'esistenza di un uomo radicato nel suo territorio, noto per la sua operosità e per le sue passioni. Sul sedile posteriore dell'auto, stravolta dalla dinamica dell'impatto, si trovava il figlioletto di appena due anni, miracolosamente uscito illeso dalle lamiere accartocciate, protetto dal suo seggiolino di sicurezza che, in questo caso, ha rappresentato l'unico, fragile argine alla tragedia.
Una vita tra Primiero e Feltre
Nato e cresciuto a Transacqua, in Primiero, Bonat si era trasferito da circa cinque anni nella provincia di Belluno, a Feltre, dove aveva costruito la sua vita familiare con la compagna e i due figli, uno dei cinque anni e l'altro, appunto, il piccolo che era con lui al momento dell'incidente. Pur avendo scelto di vivere a Belluno, le sue radici e i suoi impegni professionali rimanevano saldamente ancorati alla valle natia. Gestiva, infatti, insieme ai genitori, l'hotel Al Ponte a Transacqua, un'attività che, in quanto figlio unico, sentiva non solo come una scelta ma come un preciso dovere da portare avanti con dedizione.
Le passioni e il lavoro
Oltre all'attività alberghiera, che lo impegnava costantemente, Luca Bonat era un maestro di sci presso la scuola di San Martino di Castrozza, figura conosciuta e stimata per la passione che metteva nel suo lavoro, una passione che lo aveva accompagnato per gran parte della sua vita. Lo sci, per lui, non era soltanto un mestiere ma una vocazione profonda, scoperta e coltivata nelle montagne del Primiero, che non aveva mai abbandonato nemmeno dopo il trasferimento. Quei trentacinque chilometri che separano Feltre da Transacqua li percorreva con frequenza quasi quotidiana, un tragitto familiare che, in uno di quei viaggi di ritorno, si è trasformato in un destino irrevocabile.
Il cordoglio e il ricordo
La notizia della sua scomparsa ha gettato nello sconforto e in un dolore profondo non solo la sua famiglia, ma anche le molte persone che lo conoscevano nei diversi ruoli che ricopriva. Il sindaco di Primiero San Martino di Castrozza, Daniele Depaoli, ha espresso un commosso addio, definendo la perdita come "inspiegabile" e sottolineando come l'intero gruppo trovi una flebile consolazione nel miracoloso salvataggio del piccolo Liam. Anche la scuola di sci di San Martino di Castrozza lo ha ricordato pubblicamente, dipingendo il ritratto di un "maestro appassionato", la cui assenza lascerà un vuoto difficile da colmare in tutti coloro che, per lavoro o per affetto, ne incrociavano il cammino.




