Il titolo di Cremona vola a Roma, Kaukenas alla regia del nuovo corso
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Redazione Sport
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Era nell’aria ormai da parecchi mesi, ma da ieri l’ufficialità ha messo fine a ogni indugio: la Federazione Italiana Pallacanestro ha approvato il passaggio del titolo sportivo dalla Vanoli Cremona a Roma. La decisione, ratificata dal Consiglio Federale riunitosi in via straordinaria, sancisce il ritorno della Capitale nella massima serie a distanza di quasi sei anni dall’ultima disastrosa apparizione della Virtus, sepolta allora da un fallimento che ne aveva determinato la ritirata a campionato in corso.
Una cordata con vista Nba, Doncic nel gruppo
Dietro questa operazione – che va avanti da tempo e che adesso diventa operativa – c’è un gruppo imprenditoriale ben preciso, capitanato da Donnie Nelson, ex general manager dei Dallas Mavericks e figlio del mitico Don. Nel pacchetto dei soci, a dare lustro e credibilità internazionale al progetto, figura anche il nome di Luka Doncic, il fuoriclasse dei Los Angeles Lakers la cui partecipazione, seppur marginale nella gestione quotidiana, rappresenta un formidabile moltiplicatore di attenzione mediatica. Sul fronte operativo, a fare da regista e general manager del nuovo club capitolino sarà Rimantas Kaukenas, ex stella della pallacanestro italiana (nonché ex presidente dei Wolves Vilnius), chiamato a mettere in piedi la struttura tecnica e a gestire la fase di lancio. L’ambizione è proiettata verso Nba Europe, tanto che la società avrebbe già inoltrato richiesta per una wild card in Eurolega, ipotizzando un percorso di avvicinamento attraverso l’EuroCup.
I vent’anni della Vanoli, l’identità di un miracolo sportivo
Ma mentre nella Capitale si preparano ad accogliere questo nuovo corso, a Cremona si chiude una delle pagine più belle del basket italiano. La Vanoli lascia la Serie A dopo sedici campionati nella massima categoria, un lasso di tempo in cui ha saputo costruire una identità ferrea fatta di sacrificio e risultati clamorosi. Venti anni complessivi trascorsi tra i grandi, coronati dalla storica Coppa Italia del 2019 che rappresenta il trofeo più prestigioso in bacheca. Quella cremonese è stata una storia di sopravvivenza, una lunga sequenza di stagioni giocate sempre oltre i pronostici, smentendo puntualmente chi indicava la squadra come la principale candidata alla retrocessione. E se il merito va ascritto a diverse gestioni tecniche, il cuore pulsante di quella resistenza è passato attraverso i giocatori che ne hanno attraversato la storia: nomi iconici come Keith Langford, i fratelli Diener, Giampaolo Ricci e Giuseppe Poeta, ognuno dei quali ha contribuito a tessere la tela di quello che era considerato un piccolo grande miracolo padano.
L’intrigo PalaEur, la sfida di Matiasic e le cifre folli
Se il trasferimento del titolo è cosa fatta, rimane ancora da risolvere il nodo dell’impianto che ospiterà le partite. L’obiettivo principale sarebbe il PalaEur, l’arena più capiente della Capitale, ma l’assegnazione del bando si è trasformata in un giallo a dir poco intricato. Alla gara per la gestione della struttura, oltre alla cordata capitanata da Nelson e Kaukenas, ha partecipato anche il gruppo facente capo a Paul Matiasic, attuale proprietario della Pallacanestro Trieste, anch’egli intenzionato a fare un salto di qualità verso Roma. Secondo le ricostruzioni, l’offerta presentata dal gruppo di Matiasic sarebbe stata di gran lunga superiore: si parla addirittura di dieci volte tanto rispetto a quella della cordata rivale, con cifre intorno ai 5 milioni di euro per un solo anno di utilizzo. Un’offerta talmente fuori scala da aver bloccato l’assegnazione e da aver scatenato un ricorso immediato da parte dei legali del club che sta nascendo, i quali contestano la modalità con cui la proposta è stata presentata. Se l’esito di questa battaglia legale dovesse essere negativo, l’alternativa – meno prestigiosa e decisamente meno capiente – sarebbe rappresentata dal Palazzetto dello Sport di viale Tiziano, che offre una disponibilità di soli 3.500 posti, un limite non indifferente per un progetto che ambisce a respirare aria internazionale.




