L'appello di Papa Leone XIV per Ceuta: "Si trovino soluzioni di pace, stabilità e giustizia"

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Al termine della preghiera mariana dell'Angelus, celebrata questo pomeriggio in Piazza San Pietro, Papa Leone XIV ha voluto rivolgere un pensiero accorato alla drammatica situazione che sta vivendo l'enclave spagnola di Ceuta, nel nord Africa. Il Pontefice, che ha parlato in lingua spagnola per lanciare il suo appello, ha espresso "preoccupazione" per quanto sta accadendo e ha chiesto l'intercessione di Nostra Signora d'Africa, patrona della città, affinché si possano trovare "soluzioni di pace, di stabilità e di giustizia".

Le parole del Papa giungono al culmine di una crisi migratoria senza precedenti, che ha visto il confine dell'enclave spagnola preso d'assalto da decine di migliaia di persone, provenienti perlopiù dal Marocco, con un bilancio di vite umane che si aggrava di ora in ora.

La crisi migratoria a Ceuta e il dramma dei migranti

La situazione a Ceuta è drammaticamente complessa. Negli ultimi giorni, tra il 30 e il 31 luglio, un flusso imponente di migranti ha cercato di entrare nel territorio spagnolo, approfittando di un momento di particolare tensione e di una relativa calma del mare che ha favorito i tentativi di attraversamento a nuoto. Le stime sul numero di persone coinvolte variano, ma si parla di almeno 50.000 ingressi, con alcune fonti che arrivano a citare cifre fino a 80.000 persone, in quella che è stata definita una delle più gravi crisi migratorie mai affrontate dalla Spagna e dall'Europa. La maggior parte di queste persone è stata respinta o è tornata volontariamente in Marocco, ma un numero ancora imprecisato di migranti rimane nell'enclave, mentre il bilancio delle vittime è purtroppo in costante aumento.

Le autorità locali hanno parlato di decine di morti, con stime che vanno da 71 a 88 vittime, causate prevalentemente da annegamenti durante i tentativi di raggiungere a nuoto le coste spagnole o dalla calca che si è creata durante gli attraversamenti di massa. Il governo spagnolo, dal canto suo, ha confermato ufficialmente almeno 72 decessi, mentre fonti locali parlano di un bilancio più grave.

Il Presidente della città autonoma di Ceuta, Juan Jesús Vivas, ha descritto l'accaduto come una violazione dell'integrità territoriale, parlando di "angoscia, timore, sensazione di impotenza e paura" vissuta dalla città, che ha visto l'arrivo di circa 3.000 effettivi tra Forze Armate, Guardia Civil e Polizia Nazionale per gestire l'emergenza.

Un appello alla pace e alla diplomazia

Nel suo messaggio, Papa Leone XIV non si è limitato a invocare una soluzione per la crisi di Ceuta, ma ha allargato il suo sguardo al contesto internazionale, rinnovando un appello generale per la pace nel mondo. "Continuiamo a pregare per la pace, perché nel mondo cessino le guerre e si trovino soluzioni diplomatiche ai conflitti", ha esortato il Pontefice, che ha poi voluto ricordare "tutte le vittime delle ostilità, soprattutto i più deboli e indifesi: bambini, anziani, malati".

Le sue parole, pronunciate a braccio dopo la preghiera, hanno sottolineato l'urgenza di un impegno diplomatico per risolvere le tensioni e i conflitti, contrapponendosi alla logica della forza e della violenza. L'appello del Papa si inserisce in un momento storico particolarmente delicato, segnato da numerose crisi internazionali, e rappresenta un invito alla comunità globale a non dimenticare le sofferenze dei più vulnerabili.

La scelta di parlare in spagnolo, poi, è apparsa come un gesto di vicinanza non solo alla popolazione di Ceuta, ma a tutto il mondo ispanofono, che in queste ore segue con apprensione gli sviluppi della crisi.

La preghiera per l'intercessione di Nostra Signora d'Africa

Al centro dell'appello papale vi è l'invocazione alla Vergine Maria, sotto il titolo di Nostra Signora d'Africa, particolarmente venerata nella regione. "Seguo con preoccupazione l’allarmante situazione a Ceuta, chiedendo a Dio, per intercessione di Nostra Signora d’Africa, che si possano trovare soluzioni di pace, di stabilità e di giustizia".

Proprio in una basilica dedicata a Nostra Signora d’Africa, ad Algeri, il Papa aveva già lanciato un appello per la pace e il dialogo durante la sua visita apostolica in Algeria dello scorso aprile, dimostrando una continuità di attenzione verso le popolazioni del continente africano e le sfide che le coinvolgono.

Questo gesto, che unisce la fede alla preoccupazione per le sorti di un popolo, è stato interpretato come un forte segnale di speranza e un invito alla comunità internazionale a cercare soluzioni che vadano oltre la semplice gestione dell'emergenza, puntando a una stabilità duratura e a un vero cambiamento delle condizioni che spingono migliaia di persone a mettere a rischio la propria vita.

La scelta di invocare la Madonna d'Africa, una figura che unisce fedeli di diverse culture e religioni, ha inoltre un forte valore simbolico, sottolineando la necessità di un dialogo interreligioso e interculturale per affrontare le complesse problematiche migratorie.

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