Fiaccolata per Paolo, il ragazzo di 14 anni morto suicida
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
Una fiaccolata silenziosa, a cui hanno preso parte circa mille persone, ha percorso ieri sera le strade di Santi Cosma e Damiano, nel Latina, in memoria di Paolo Mendico, il quattordicenne che si è tolto la vita la mattina dell’11 settembre, giorno in cui avrebbe dovuto iniziare il nuovo anno scolastico. Un gesto estremo, quello del giovane, che la famiglia attribuisce senza esitazione a anni di vessazioni subite, cominciate addirittura dalla quinta elementare e proseguite nonostante le formali denunce presentate.
Proprio dalla mamma di Paolo, in un momento di dolore inimmaginabile, è giunto un accorato, e per certi versi inatteso, appello rivolto non solo alle vittime ma anche ai responsabili di simili atrocità. “Diamo un consiglio anche ai ragazzi che hanno bullizzato mio figlio – ha dichiarato – devono smetterla, devono imparare a volersi bene, si devono immedesimare nei ragazzi in difficoltà”. Un messaggio che si è spinto oltre, toccando anche il ruolo degli adulti, con un invito affinché i genitori “si preoccupino, cercando di risolvere il problema e non ad alimentarlo ancora di più”.
Alla commemorazione, partita dall’area antistante la stazione dei carabinieri per concludersi in piazza Tommaso Rossi, erano presenti anche i compagni di classe e l’arcivescovo di Gaeta, Monsignor Luigi Vari, il quale ha letto un messaggio di conforto. “Il senso di questa serata – ha spiegato il presule all’Adnkronos – è proprio di vicinanza a questa famiglia e anche un po' a questa comunità perché è abbastanza ferita”, sottolineando come in simili tragedie “non è che sono tutti colpevoli” e la necessità di insegnare ai giovani “a parlare in maniera più costruttiva”.




