Nord Sud Ovest Est, gli 883 alla ricerca del sogno perduto: una serie che “racconta tutti noi”

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   La conferenza stampa di presentazione della seconda stagione di “Nord Sud Ovest Est – La leggendaria storia degli 883” si è trasformata in una festa. Colorata, allegra e, a tratti, persino malinconica. Alla Pelota, nel cuore di Brera a Milano, il creatore della serie Sydney Sibilia ha incontrato la stampa insieme ai protagonisti Elia Nuzzolo e Matteo Oscar Giuggioli, la coppia che sullo schermo dà volto e voce a Max Pezzali e Mauro Repetto. Un’atmosfera che ha ricordato da vicino quella del duo pavese, capace di unire leggerezza e nostalgia nello stesso respiro.

Una data da segnare e un finale affidato a una regista

L’appuntamento è fissato per il 9 ottobre 2026, quando gli otto episodi che compongono questa seconda e ultima stagione arriveranno su Sky e in streaming su NOW. A chiudere il cerchio, dirigendo gli ultimi tre episodi, è Alice Filippi, regista monregalese che era già dietro la macchina da presa nella prima stagione, “Hanno ucciso l’Uomo Ragno”. Filippi si è trovata così a firmare il congedo narrativo di una storia che ha segnato un pezzo importante della musica pop italiana.

Il peso del successo e la sfida del secondo capitolo

Il racconto riparte dal 1993, l’anno in cui Max e Mauro sono ormai diventati gli 883 e assaporano il vertice della classifica con l’album “Nord Sud Ovest Est”. Sibilia ha raccontato di essersi trovato davanti alla stessa ansia che aveva attanagliato i due musicisti in quel periodo: la difficoltà di gestire un successo travolgente e l’aspettativa per un seguito che doveva essere all’altezza del primo capitolo. Una coincidenza curiosa che lega il presente della serie al passato dei suoi protagonisti.

Un cast che ritrova volti noti e nuove presenze

Accanto a Nuzzolo e Giuggioli, il cast ritrova Ludovica Barbarito nei panni di Silvia, Davide Calgaro in quelli di Cisco, Edoardo Ferrario nel ruolo di Pierpaolo Peroni e Roberto Zibetti che interpreta Claudio Cecchetto. Tra le new entry figurano Gaia Zampighi, che veste i panni di Michela Rossini, e Rosa Barbolini nel ruolo di Caterina. Completano il quadro Alessio Praticò come Carlo Lucarelli e Carlo Palmeri nei panni di Fiorello.

La regia di questa stagione conclusiva è affidata a un team composto da Sydney Sibilia, Alessio Lauria, Simone Godano e Alice Filippi, mentre la sceneggiatura porta le firme di Sibilia, Francesco Agostini e Marco Pettenello.

La storia dietro la storia: il sogno americano di Repetto

La narrazione della serie affonda le radici in un capitolo reale e doloroso del duo: l’abbandono di Mauro Repetto nel 1994, quando il successo era al culmine. Repetto ha raccontato più volte di aver lasciato gli 883 per inseguire altri sogni, spinto dal desiderio di esplorare nuovi orizzonti e, secondo le sue stesse parole, anche dalla voglia di rincorrere una modella conosciuta a una sfilata.

Una scelta che ha segnato la fine di un sodalizio artistico ma che, a distanza di anni, lo stesso Repetto ha dichiarato di non rimpiangere, convinto che non esistano scelte giuste o sbagliate ma solo ciò che si sente di dover fare.

Il mito del nome e l’eredità di un’epoca

La serie non poteva che partire anche dal mistero che avvolge il nome del gruppo. Gli 883 devono la loro denominazione a un episodio curioso: nel settembre del 1991, dovendo consegnare una cassetta a Radio Deejay, Max e Mauro non trovarono spazio per scrivere i loro nomi e optarono per tre cifre, un omaggio alla cilindrata della Harley-Davidson Sportster, la moto dei sogni di Pezzali. Un dettaglio che racconta molto dello spirito con cui il duo di Pavia si è affacciato al mondo della musica, mescolando cultura pop americana e una sensibilità tutta italiana.

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