Omicidio a Collegno, l'infermiera: "Ho cercato di rianimarlo, nessun supporto dalla Misericordia"
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Redazione Interno
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Una lite per un banale incidente stradale, degenerata in un omicidio che ha sconvolto la quiete della tarda serata di Collegno. Antonio Greco, ottantenne residente nella zona di Borgata Paradiso, ha perso la vita dopo essere stato accoltellato da un automobilista in piazza IV Novembre, all'angolo con via Tampellini.
Il presunto aggressore, un uomo di circa sessant'anni, è stato rintracciato e fermato dai Carabinieri della Compagnia di Rivoli nel corso della notte, mentre le indagini, coordinate dal pubblico ministero Giacomo Barbara, tentano di ricostruire con precisione la dinamica di un gesto di violenza assurda che ha portato alla morte di un pensionato e al ferimento del figlio cinquantaduenne, trasportato all'ospedale Martini di Torino per una ferita a un braccio giudicata non grave.
Sul luogo dell'aggressione, infatti, accanto alla vittima si trovava il figlio, rimasto coinvolto nella colluttazione e ferito verosimilmente con la stessa arma utilizzata per uccidere il padre.
La ricostruzione dei fatti e la dinamica dell'aggressione
Secondo una prima ricostruzione degli inquirenti, tutto sarebbe iniziato intorno alle ventitré di giovedì 16 luglio, quando la vittima, che stava attraversando la carreggiata, si è trovata di fronte una Citroën. Pare che l'anziano, forse per un momento di esitazione o per la mancata segnalazione del suo attraversamento, abbia indotto l'automobilista a suonare il clacson per intimargli di spostarsi.
Quello che doveva essere un semplice episodio di viabilità, però, si è rapidamente trasformato in un acceso diverbio, con insulti e urla tra i due uomini, fino a quando il conducente è sceso dall'auto impugnando un coltello. Con un fendente, l'aggressore ha colpito il pedone ottantenne, probabilmente alle spalle, per poi risalire in macchina e dileguarsi, facendo perdere le proprie tracce.
Inutili si sono rivelati i tentativi di soccorso: il personale del 118, giunto sul posto, non ha potuto fare altro che constatare il decesso dell'uomo, il cui corpo è rimasto a lungo a terra sotto gli occhi dei residenti e dei primi soccorritori.
Il tentativo di rianimazione e la testimonianza dell'infermiera
Tra le persone che hanno assistito alla scena e hanno cercato di prestare i primi soccorsi, c'erano tre professioniste della salute: Francesca Romanisio, infermiera di venticinque anni in servizio all'ospedale Mauriziano di Torino, l'anestesista Cinzia Simonaggio e la sorella di Francesca, Martina Romanisio, medico psichiatra. Le tre, che si trovavano nei pressi del luogo dell'aggressione, si sono precipitate sulla vittima, tentando per circa venticinque minuti di rianimare Antonio Greco.
A raccontare quei drammatici istanti è stata la stessa Francesca Romanisio, la quale ha dichiarato di aver cercato in tutti i modi di strappare l'uomo alla morte, ma senza ricevere alcun supporto concreto dalla Misericordia, nonostante la vicinanza della sede con il luogo dell'aggressione. Un dettaglio che, al di là della corsa contro il tempo per salvare una vita, apre interrogativi sulla tempestività dei soccorsi istituzionali e sulla loro presenza sul territorio, un elemento su cui ora si concentra l'attenzione degli inquirenti.
Le indagini dei Carabinieri e il fermo del presunto killer
Subito dopo l'omicidio, i Carabinieri della Compagnia di Rivoli hanno avviato un'imponente attività investigativa per rintracciare il fuggitivo. Fondamentali per le indagini sono state le testimonianze raccolte tra i presenti e le immagini dei sistemi di videosorveglianza della zona, che hanno permesso di ricostruire il percorso dell'auto utilizzata dall'assassino. Grazie a questi elementi, nella notte tra giovedì e venerdì, i militari hanno individuato e fermato un uomo sulla sessantina, ritenuto il presunto autore dell'omicidio.
L'uomo è ora in stato di fermo con l'accusa di omicidio, e la sua posizione è al vaglio dell'autorità giudiziaria, mentre proseguono gli accertamenti per fare piena luce su una vicenda che ha sconvolto la comunità di Collegno. Sul posto, oltre ai carabinieri, sono intervenuti anche gli agenti della polizia locale e il sindaco Matteo Cavallone, che ha raggiunto l'area dell'aggressione poco dopo l'accaduto.




