Polveriera Milan, la contestazione travolge Cardinale e Ibra. E lo stadio rischia lo spettro del deserto
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Redazione Sport
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Non bastava l’azzeramento dell’intera catena di comando – con il direttore sportivo Igli Tare, il tecnico Massimiliano Allegri, l’addetto allo scouting Geoffrey Moncada e l’amministratore delegato Giorgio Furlani licenziati in tronco da RedBird Capital Partners – a placare la furia del tifo rossonero.
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Anzi, quella che doveva essere una drastica opera di cesura con il recente passato (culminato con la clamorosa esclusione dalla prossima Champions League) si è trasformata in un boomerang mediatico, spostando immediatamente il mirino della contestazione verso i piani altissimi di via Aldo Rossi.
Gerry Cardinale, proprietario del fondo americano, e il suo consulente principale Zlatan Ibrahimovic, socio di minoranza di RedBird, sono diventati i bersagli esclusivi di un malcontento che, ormai, ha assunto i contorni di una vera e propria guerra di posizione. calciomercato +2
La decisione di liberarsi di tutte le pedine operative senza averne ancora pronte delle sostitutive ha creato un pericoloso vuoto di potere; un vuoto che, alla vigilia della sessione estiva di calciomercato, getta il club nell’improvvisazione più totale, lasciando i tifosi – quelli che vivono la squadra giorno dopo giorno, non certo i turisti occasionali – in uno stato di disperata apprensione. tuttosport +2
L’attacco della Curva Sud e lo spettro della diserzione
La goccia che ha fatto traboccare il vaso, se così si può definire la rabbia repressa di una piazza abituata a vincere, è arrivata dalla Curva Sud, la quale ha pubblicato sui propri canali social un’immagine che lascia poco spazio a interpretazioni.
Sotto la foto di Gerry Cardinale e Zlatan Ibrahimovic, campeggia la foto di una scritta (comparsa su un muro di Milano) con un messaggio tanto crudo quanto inequivocabile: “Via le m*e dal nostro Milan”. ilgiornale +2
Se il linguaggio è volutamente duro e performativo, la sostanza della protesta rischia di tradursi in un danno economico epocale per le casse del club.
Secondo quanto riportato da Tuttosport e ripreso dalle agenzie, l’Associazione Piccoli Azionisti (APA) ha definito “patetica” la gestione di RedBird, denunciando l’insanabile frattura tra gli obiettivi industriali del fondo (rivendere la società con una plusvalenza miliardaria) e le ambizioni sportive dei sostenitori. ilgiornale +2
E mentre la dirigenza cerca un nuovo allenatore (con il diktat che impone un profilo internazionale che parli inglese, possibilmente già affermato in Premier League), i tifosi organizzati stanno ragionando su una mossa concreta: il boicottaggio della campagna abbonamenti per la stagione 2026. calciomercato +2
La strategia di RedBird, l’inglese e i fantasmi del passato
Nonostante i roboanti annunci di una “ristrutturazione totale”, la proprietà statunitense sembra procedere a tentoni. Il giornalista Franco Ordine, tra i pochi ammessi ai tavoli che contano, ha rivelato che “il peggio deve ancora venire”, spiegando che i vertici attuali non cercano italiani perché “devono parlare inglese”. ilgiornale +2
Un approccio, questo, che rischia di trasformare San Siro in un palcoscenico vuoto simile a quello che si è visto in altre piazze italiane (si pensi al Torino o alla Lazio in certi periodi bui), dove i sostenitori storici lasciano il posto a un pubblico occasionale e distaccato. ilgiornale +2
L’unica figura rimasta in piedi nel management, Zlatan Ibrahimovic, si trova peraltro a dover gestire una transizione delicatissima mentre pianifica impegni professionali lontani da Milano (è prevista la sua partecipazione come opinionista ai Mondiali negli Stati Uniti), sollevando più di un dubbio sulla reale operatività della sua poltrona.
Intanto, i mega schermi di cellulari che durante l’ultima gara contro l’Atalanta avevano composto la scritta “G.F. tuttosport +2
Out” per chiedere la testa di Furlani, ora potrebbero riaccendersi per un nuovo, imminente, e fragoroso capitolo di contestazione. ilgiornale +2
Il nodo della campagna abbonamenti
A complicare ulteriormente il quadro, c’è la questione economica legata ai tagliandi. L’esclusione dalla Champions League ha già privato il Milan di introiti fondamentali (decine di milioni di euro mancanti), e la società, per tamponare le perdite, avrebbe valutato – secondo indiscrezioni – un possibile adeguamento al rialzo delle tariffe dei biglietti. Un azzardo, in questo clima di guerriglia societaria. calciomercato +2
Come sottolineato dai piccoli azionisti, l’azionariato diffuso è pronto a disertare il Meazza, un rischio che per un fondo d’investimento come RedBird rappresenterebbe un danno d’immagine devastante, minando il valore di un brand costruito sulla passione viscerale dei suoi 7 milioni di tifosi sparsi nel mondo. calciomercato +2
Le prossime settimane saranno decisive: se la scelta del nuovo direttore sportivo e del nuovo allenatore non saranno di altissimo profilo, la contestazione silenziosa – fatta di poltrone vuote e tessere non rinnovate – potrebbe rivelarsi molto più devastante di qualsiasi striscione esposto in curva. calciomercato +2




