Rifiuti, mercoledì 10 dicembre giornata di sciopero nazionale per l'igiene ambientale
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Redazione Interno
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Un'ondata di disagi, destinata a lambire numerose regioni, si prepara a interessare il fondamentale servizio di raccolta dei rifiuti. Per mercoledì 10 dicembre, infatti, è stato proclamato uno sciopero nazionale unitario del settore dell'igiene ambientale, un'astensione dal lavoro che, come prevedibile, avrà ripercussioni dirette sul regolare svolgimento delle attività. Le principali organizzazioni sindacali di categoria – Fp-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti e Fiadel – hanno infatti indetto l'agitazione di ventiquattr'ore, coinvolgendo sia il comparto pubblico che quello privato, in un momento in cui la trattativa per il rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro, già scaduto alla fine del 2024, continua a registrare punti di stallo e criticità non superate.
L'avviso delle aziende e i possibili disservizi sul territorio
Le aziende di servizio, nel rispetto della normativa che regola gli scioperi nei servizi pubblici essenziali, hanno iniziato a diramare comunicati per informare la cittadinanza. In diverse zone delle Marche, ad esempio, Aset ha reso noto che potranno verificarsi disagi nei comuni di sua competenza, tra cui Fano e Fossombrone, poiché non è in grado di garantire la presenza in servizio di tutto il personale. Un quadro analogo si delinea in Liguria, dove Sea-s di Savona ha pubblicato una nota per avvisare della mobilitazione, ribadendo che l'iniziativa non nasce da problemi aziendali ma è espressione di una protesta generale del settore. Allo stesso modo, segnalazioni di possibili interruzioni arrivano dalla Valle d'Aosta, dove il servizio di igiene urbana potrebbe subire rallentamenti o sospensioni.
La situazione a Milano e lo scenario lombardo
La mobilitazione del 10 dicembre si inserisce, peraltro, in un contesto più ampio di agitazioni nella regione Lombardia, la quale si trova ad affrontare una settimana particolarmente complessa per quanto riguarda i servizi al pubblico. A Milano, Amsa ha iniziato a fornire indicazioni in merito allo sciopero, il cui impatto concreto sulle singole zone della città sarà definito nei prossimi giorni. L'astensione dal lavoro nel settore dei rifiuti, del resto, rappresenta soltanto il primo di due stop programmati nell'arco di soli tre giorni, una concentrazione che rischia di acuire le difficoltà per i cittadini e di mettere a dura prova l'efficienza dei servizi essenziali in un'area vasta e popolosa.
Il contesto contrattuale e le richieste del comparto
La decisione di tornare a protestare, dopo un'analoga iniziativa svoltasi lo scorso ottobre, sottolinea la profondità del dissenso tra le parti coinvolte nella trattativa. Le sigle sindacali, che rappresentano le lavoratrici e i lavoratori di un comparto spesso logorante e non sempre adeguatamente valorizzato, denunciano il perdurare di condizioni insoddisfacenti e la mancanza di un accordo ritenuto equo. La posta in gioco, dunque, non è legata a dinamiche locali o aziendali specifiche, ma investe temi nazionali come gli aumenti salariali, l'organizzazione del lavoro e le tutele per un'attività che, come dimostrato anche durante la pandemia, riveste un carattere di assoluta essenzialità per la salute pubblica e la vivibilità degli spazi urbani.




