Ex Ilva, rottura tra governo e sindacati: sciopero di 24 ore annunciato per mercoledì

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La trattativa sull'ex Ilva è definitivamente naufragata, lasciando sul campo una frattura insanabile tra l'esecutivo e le organizzazioni sindacali, le quali hanno proclamato uno sciopero di ventiquattro ore a partire da domani, con assemblee che coinvolgeranno tutti gli stabilimenti del settore siderurgico. L'incontro a Palazzo Chigi, che si era protratto per circa quattro ore nella speranza di trovare una mediazione, si è concluso senza alcun accordo, anzi, con una rottura netta. Dopo una prima sospensione dei lavori, il confronto è ripreso solo per pochi minuti, il tempo necessario per constatare l'impossibilità di comporre le distanze tra le parti in causa.

Il piano del governo e l'allarme sulla cassa integrazione

La posizione del governo e dei commissari straordinari, i quali definiscono il loro intervento non come un "piano di chiusura" bensì come l'unica strada percorribile per garantire la manutenzione e il funzionamento degli impianti, si scontra frontalmente con le rivendicazioni dei lavoratori. Il progetto, che mira a consegnare a un futuro acquirente un polo siderurgico competitivo, comporta conseguenze immediate sull'occupazione. Esso, infatti, prevede che entro il mese di gennaio il numero dei dipendenti in cassa integrazione salirà a seimila unità, andando ad aggiungersi ai quattromilacinquecentocinquanta già attualmente coinvolti dal medesimo istituto, una prospettiva che ha innescato la ferma opposizione delle sigle sindacali.

La reazione dei sindacati e la proclamazione dello sciopero

A rendere ufficiale la frattura è stato il segretario generale della Uilm, Rocco Palombella, il quale, al termine del vertice, ha dichiarato senza mezzi termini: "Abbiamo rotto, abbiamo dichiarato 24 ore di sciopero". La decisione, presa congiuntamente da Fim, Fiom e Uilm, segna il fallimento dell'ultimo tentativo di dialogo e trasforma la protesta in un'azione concreta e nazionale. Lo sciopero, che avrà inizio domani, verrà poi articolato a livello territoriale, a significare una mobilitazione capillare e diffusa che riflette la gravità della situazione percepita dai rappresentanti dei lavoratori.

Uno scenario senza vie d'uscita immediate

La mancata accoglienza da parte del governo delle richieste avanzate dalle parti sociali delinea uno scenario di stallo, nel quale le uniche certezze sono l'aumento dei lavoratori in cassa integrazione e la mobilitazione sindacale. La rottura del tavolo negoziale, avvenuta nel cuore istituzionale di Palazzo Chigi, sembra precludere, almeno per il momento, qualsiasi altra forma di trattativa, lasciando il complesso dossier dell'ex Ilva in una fase di grande incertezza operativa e sociale, con migliaia di famiglie che si trovano ad affrontare un futuro professionale estremamente precario.

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