«Remigrazione», il saggio di Sellner arriva in edicola tra polemiche e attenzione politica
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Redazione Esteri
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Dal 25 marzo, l’edizione italiana di Remigrazione, il saggio dell’attivista austriaco Martin Sellner, approda nelle edicole italiane abbinata a «La Verità» e «Panorama». Pubblicato da Passaggio al Bosco con una prefazione di Francesco Borgonovo, il volume si inserisce in un dibattito europeo già infiammato dalla proposta politica che ne costituisce il nucleo teorico: un insieme di misure legali, economiche e culturali finalizzate a invertire i flussi migratori per preservare la continuità culturale delle nazioni europee.
La teoria della remigrazione e il suo controverso ideologo
Sellner, figura di spicco dell’estrema destra europea e già espulso da Germania e Svizzera, descrive la remigrazione non come una semplice politica di espulsione degli irregolari, ma come un progetto più ampio che mira a contrastare quella che lui definisce “immigrazione di massa”. L’attivista, che negli anni è stato al centro di inchieste per i suoi legami con l’ambiente identitario e per la diffusione di teorie complottiste, racconta di subire pressioni e tentativi di censura proprio a causa di queste idee, nonostante – a suo dire – alcuni governi europei inizino a riconoscere le criticità legate alla gestione dei flussi migratori. Nel suo ragionamento, che trova spazio anche in alcuni interventi televisivi come quelli su Tivù Verità, l’obiettivo dichiarato è ridefinire radicalmente le politiche di accoglienza.
Il dibattito politico italiano e lo sbarco in edicola
L’arrivo del libro nelle edicole italiane segna un’ulteriore accelerazione di un dibattito che in Italia ha già trovato terreno fertile. Archiviata la fase più calda della battaglia sulla giustizia, il centrodestra sta spostando il proprio baricentro politico sul tema dell’immigrazione, trovando nella remigrazione una delle proposte più discusse e, al contempo, più controverse. La scelta di distribuire il saggio tramite testate nazionali come «La Verità» e «Panorama» rappresenta un tentativo di portare il tema all’attenzione di un pubblico più ampio, aggirando il filtro del dibattito accademico per confrontarsi direttamente con l’opinione pubblica.
La posizione della maggioranza e le frizioni interne
Sullo sfondo dell’operazione editoriale, emergono le coordinate politiche della maggioranza. Lucio Malan, presidente dei senatori di Fratelli d’Italia, ha recentemente rivendicato la necessità di affrontare il tema migratorio con determinazione, sottolineando come il governo intenda proseguire nell’azione di contrasto all’immigrazione clandestina. Le parole di Malan, sebbene non facciano esplicito riferimento al testo di Sellner, si collocano in una fase politica in cui il governo cerca di capitalizzare le inchieste giudiziarie sui presunti traffici illegali legati ai permessi di soggiorno. Tuttavia, l’irruzione pubblica del concetto di remigrazione, spesso associato alle frange più radicali del panorama politico europeo, rischia di aprire crepe nella narrativa ufficiale dell’esecutivo, chiamato a districarsi tra la linea della fermezza securitaria e le implicazioni più estreme insite in certe proposte.
La costruzione mediatica di un termine divisivo
L’operazione di lancio del libro, orchestrata con il sostegno di alcuni media, mira a sfidare quella che Sellner e i suoi sostenitori definiscono una “campagna di pregiudizi” nei confronti del termine. L’obiettivo dichiarato è quello di sdoganare il concetto di remigrazione, presentandolo come una soluzione tecnica e culturale piuttosto che come uno slogan identitario. In questa fase, la promozione del saggio diventa essa stessa un atto politico, volto a normalizzare un lessico che fino a poco tempo fa era confinato ai margini del dibattito, in un contesto in cui il clima politico italiano appare sempre più sensibile alle tematiche della sovranità nazionale e del controllo dei confini.




