Btp Green ottobre 2038, dal 25 settembre 2026 sarà quotato al MOT
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Redazione Economia
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Da venerdì 25 settembre 2026 il BTP Green con scadenza ottobre 2038 sarà quotato sul MOT, il Mercato Telematico delle Obbligazioni gestito da Borsa Italiana. Il titolo, identificato dal codice ISIN IT0005733099, approda sul mercato secondario dopo il collocamento sindacato del 22 settembre, quando il Ministero dell'Economia e delle Finanze ha raccolto 8 miliardi di euro a fronte di richieste complessive per circa 111,4 miliardi.
Si tratta di un'esordio che conferma l'attenzione degli investitori per il debito pubblico italiano declinato in chiave sostenibile, un segmento che il Tesoro presidia dal 2021.
Le caratteristiche del titolo
Il BTP Green ottobre 2038 ha una durata di dodici anni e riconosce una cedola annua del 4,4%, pagata in due tranche semestrali. Il collocamento è avvenuto a un prezzo di 99,591, sotto la pari, con un rendimento lordo annuo all'emissione del 4,492%. Il godimento decorre dal 29 settembre 2026, stessa data fissata per il regolamento dell'operazione, mentre la prima cedola corta sarà staccata il 30 ottobre 2026. Il rimborso del capitale è previsto per il 30 ottobre 2038.
La composizione della domanda
Il collocamento ha visto la partecipazione di oltre 330 investitori provenienti da più di 35 paesi. La componente estera ha assorbito il 74,7% dell'emissione, con il Regno Unito in testa per area geografica al 29,7%, seguito dai paesi scandinavi all'8,5%, dalla penisola iberica all'8,3% e dal Medio Oriente all'8,1%. Gli investitori italiani hanno sottoscritto il 25,3%.
Sul fronte delle categorie, i gestori di fondi hanno ricevuto il 37,3% dei titoli, le banche il 29,7%, le banche centrali e le istituzioni governative il 20,8%, mentre fondi pensione e assicurazioni si sono attestati al 10% e gli hedge fund al 2,2%. Il Tesoro ha segnalato che circa l'80% dell'ammontare collocato è stato sottoscritto da investitori con mandati ESG.
Il sindacato e il quadro di riferimento
L'operazione è stata realizzata attraverso un sindacato composto da sei lead manager: Barclays Bank Ireland, BNP Paribas, Deutsche Bank, Intesa Sanpaolo, J.P. Morgan SE e Société Générale Investment Banking. A questi si sono affiancati gli Specialisti in titoli di Stato italiani in qualità di co-lead manager.
Il quadro di riferimento per le emissioni green del Tesoro è stato aggiornato il 4 dicembre 2025, con l'obiettivo di allineare in modo più strutturale i criteri di individuazione e rendicontazione delle spese ambientali ai Green Bond Principles dell'International Capital Market Association e alla Tassonomia UE. Barclays, Crédit Agricole CIB e NatWest hanno operato come Sustainability Coordinators nell'aggiornamento del documento.
Dove vanno gli 8 miliardi
I proventi del BTP Green sono destinati a finanziare spese e incentivi fiscali del bilancio statale con ricadute ambientali positive, ripartiti tra sei categorie: energia rinnovabile, efficienza energetica, trasporto sostenibile, misure per la resilienza climatica e ambientale, protezione dell'ambiente, dell'acqua e della biodiversità, ricerca ambientale.
Per le emissioni del 2026, le componenti principali riguarderanno l'efficienza energetica degli edifici e il settore dei trasporti, in larga parte assorbito da investimenti in infrastrutture ferroviarie, elettrificazione di tratte esistenti e interventi di manutenzione della rete. Le spese eleggibili vengono selezionate all'interno di una finestra temporale che comprende i tre anni di bilancio precedenti e l'anno successivo all'emissione, con priorità per gli esercizi più recenti.
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