Crema, l’omicidio di Hamza Salama e l’allarme della consigliera Chiodo: “Periferie dimenticate”
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Redazione Interno
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Non bastava il dolore per la morte di un ragazzo di vent’anni, Hamza Salama, brutalmente ucciso a sprangate nella sera di Pasquetta, per far emergere un malessere che, a quanto pare, affonda le radici molto più in profondità rispetto al singolo episodio criminale. È stata Ilaria Chiodo, consigliera della lista Borghetti, a gettare luce su un aspetto che spesso, in casi come questo, viene rimosso o messo in secondo piano: la condizione di abbandono in cui versano le periferie, quei “contesti abitativi delle nostre case popolari” che, nelle sue dichiarazioni, diventano il teatro ideale per il proliferare del degrado. La sua nota, diffusa all’indomani dell’aggressione mortale che ha sconvolto il quartiere di San Bernardino, non si limita a piangere la vittima; lo fa, certamente, esprimendo un “enorme dispiacere”, ma subito dopo trasforma quel lutto in un’occasione – per quanto atroce – per chiedere una riflessione strutturale.
Una lite, un debito e un’aggressione finita nel sangue
La cronaca di quanto accaduto lunedì 6 aprile, intorno alle 22.30 in via Brescia, è purtroppo lineare nei suoi snodi cruciali, sebbene gli investigatori stiano ancora lavorando per ricostruire l’esatta dinamica dei secondi finali. Hamza Salama, cittadino egiziano di 20 anni residente proprio nel cuore di San Bernardino, è stato aggredito da un ragazzo di 17 anni, di origini marocchine, che i carabinieri del comando di Crema hanno successivamente rintracciato e fermato. Stando a quanto emerso nelle prime fasi delle indagini, coordinate dalla Procura per i Minorenni di Brescia, all’origine della lite ci sarebbe una questione economica, un debito forse non più tollerabile, che ha fatto precipitare la situazione.
Secondo una prima ricostruzione degli eventi, corroborata dalle testimonianze raccolte sul posto, i due giovani – che evidentemente si conoscevano e frequentavano gli stessi ambienti – si sarebbero prima affrontati a calci e pugni al parco Margherita Hack. Quell’incontro, però, non era servito a chiarire i conti. Circa un’ora più tardi, il diciassettenne ha raggiunto nuovamente Salama in strada; questa volta, però, impugnava un oggetto contundente, probabilmente una spranga o un grosso bastone. Lo ha colpito ripetutamente, trascinandolo al centro della carreggiata, e un testimone oculare ha raccontato ai giornali locali di aver visto anche un coltello.
La furia omicida e il silenzio delle istituzioni
Ciò che trasforma questo episodio da rissa degenerata a vero e proprio omicidio è la ferocia. Il senza vita di Hamza non è stato semplicemente percosso; è stato letteralmente devastato dai colpi inferti dall’aggressore, il quale, dopo aver scatenato la sua furia omicida, si è dato alla fuga a piedi, disfacendosi dell’arma del delitto. I soccorsi, giunti sul posto dopo le segnalazioni dei residenti, hanno caricato il giovane in eliambulanza verso gli Spedali civili di Brescia, dove purtroppo è giunto ormai in condizioni disperate: è spirato poco dopo il ricovero. Il presunto assassino, che non avrebbe precedenti penali, è stato rintracciato dai militari nell’abitazione del fratello a Sergnano.
In questo scenario di violenza inaudita, la voce della consigliera Chiodo suona come una sorta di atto d’accusa verso chi quelle periferie le ha dimenticate. Le sue parole, che legano il degrado delle case popolari a una mancanza di “attenzione”, provano a scardinare la narrazione del “mostro solitario” per abbracciare quella – molto più scomoda – di un contesto sociale malato. Se i palazzi dell’edilizia popolare diventano il covo di giovani rabbiosi pronti a uccidersi per un debito, forse – suggerisce Chiodo – il problema non riguarda solo i singoli individui, ma la polvere che si accumula sulle scale e nei cortili di chi quei luoghi dovrebbe governarli.
Il gip convalida il fermo per il 17enne
Mentre la città di Crema cerca di elaborare lo choc, la macchina della giustizia penale minorile si è messa in moto. Il diciassettenne, accusato di omicidio volontario aggravato, è stato portato nel carcere minorile “Beccaria” di Milano a disposizione dell’autorità giudiziaria. Gli inquirenti, coadiuvati dalla Scientifica, stanno ancora cercando l’arma del delitto – verosimilmente gettata dal fuggitivo – e stanno ascoltando tutti i testimoni che quella sera si sono affacciati sulle vie del quartiere San Bernardino. La Procura per i Minorenni di Brescia procede con l’iter di convalida del fermo, mentre emergono i primi riscontri sulle dichiarazioni del ragazzo, che avrebbe ammesso le proprie responsabilità. Resta da chiarire, nei dettagli, se si sia trattato di un agguato premeditato o di un’esplosione di violenza incontrollata, anche se il ritrovamento del contuso sembra propendere per la prima ipotesi.
Meta Description: Omicidio a Crema di Hamza Salama. La consigliera Chiodo denuncia il degrado delle periferie. Fermato un 17enne.




