La corsa notturna di Hamza, il furgone dei gelati e l’impatto contro la recinzione

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Nelle prime ore di domenica, il silenzio di via Giardini, a San Sperate, è stato lacerato da un boato sordo: quello di un furgone che, uscendo dalla carreggiata, ha iniziato una corsa folle e inarrestabile. A bordo c’era Hamza El Hail, ventiseienne di origini marocchine, residente nel paese e dipendente di una ditta specializzata nel trasporto di generi alimentari.

Secondo una prima ricostruzione dei carabinieri della stazione locale, intervenuti per i rilievi, il giovane stava percorrendo la strada quando, per cause ancora coperte dal segreto istruttorio – un improvviso malessere o una banale distrazione, ipotesi che gli investigatori non escludono a priori – ha perso il possesso del mezzo. Il veicolo, un camion frigo che Hamza conosceva bene, ha sbandato violentemente, ribaltandosi su se stesso prima di andare a infrangersi contro una recinzione perimetrale e alcuni alberi.

L’arrivo dei soccorsi e il corpo senza vita

La chiamata al 118 è scattata intorno alle 3:00, quando alcuni automobilisti di passaggio hanno notato le lamiere accartocciate sul ciglio della strada. I vigili del fuoco del comando di Cagliari, arrivati sul posto con le cesoie idrauliche, hanno estratto Hamza dall’abitacolo con una rapidità che, ahimè, non serviva più a nulla: il personale sanitario non ha potuto fare altro che constatare il decesso, avvenuto verosimilmente sul colpo a causa dei traumi riportati nell’impatto.

Dell’uomo, che era solo alla guida, i soccorritori hanno potuto solo ricomporre il corpo, affidandolo poi alle autorità giudiziarie; queste ultime, informate tempestivamente dai militari, hanno disposto la restituzione della salma ai familiari – anch’essi residenti a San Sperate – per consentire le esequie.

Dal Marocco all’Ucraina, poi la scelta della Sardegna

A rendere più amara questa vicenda è il viaggio che ne ha preceduto la fine. Hamza, originario di Khouribga (città del Marocco), era approdato in Sardegna dopo essere fuggito dalla guerra in Ucraina, dove aveva vissuto per un periodo prima di cercare un futuro più stabile nell’Isola.

Nei profili social del ragazzo, che i conoscenti hanno setacciato nelle ore successive alla diffusione della notizia, emergono le tracce di un’esistenza vissuta sul filo del rasoio tra due continenti, sospesa tra la voglia di costruirsi una carriera e la difficoltà di mettere radici lontano da casa.

Le forze dell’ordine, mentre eseguivano i rilievi tecnici per chiarire l’esatta dinamica del sinistro, hanno sequestrato il furgone per verificare eventuali malfunzionamenti meccanici; nessuna ipotesi, al momento, viene esclusa, nemmeno quella di un colpo di sonno, frequente nei lavoratori notturni del settore alimentare.

Il dolore muto di San Sperate

A San Sperate, dove la notizia si è diffusa rapidamente con il sorgere del sole di domenica, il giovane era conosciuto come una persona seria e dedita al lavoro. In molti, svegliandosi, hanno appreso della tragedia dai messaggi sui gruppi WhatsApp locali, ritrovandosi a riflettere su quanto il confine tra la consueta routine notturna – quella di chi consegna merci mentre gli altri dormono – e la tragedia sia, a volte, terribilmente labile.

I carabinieri, che hanno acquisito le immagini delle telecamere di sorveglianza della zona per escludere la presenza di eventuali ostacoli o anomalie sulla sede stradale, hanno consegnato alla magistratura una relazione dettagliata. L’autorità giudiziaria, pur non avendo ancora formalizzato l’apertura di un fascicolo specifico per omicidio stradale (trattandosi di un incidente autonomo), monitora la situazione. Per Hamza, che aveva trasformato la fuga dalla guerra in una possibilità di riscatto, la strada di via Giardini si è rivelata un’insidia peggiore di qualsiasi conflitto.

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