Shrinkflation, perché i gelati confezionati sono sempre più piccoli

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Economia Redazione Economia   -   La shrinkflation sta cambiando anche il mercato dei gelati confezionati, con prodotti che negli ultimi anni hanno perso peso o volume mentre i prezzi sono rimasti invariati oppure sono aumentati. Un esempio citato riguarda i gelati stecco: nel 2022 il formato medio era di 120 ml, mentre oggi si attesta a 100 ml. Nello stesso periodo il prezzo è cresciuto del 14%. Per molti consumatori la sensazione che coni, stecchi e ghiaccioli siano diventati più piccoli non è quindi soltanto una percezione, ma il riflesso di una trasformazione che interessa uno dei comparti più importanti dell’alimentare italiano.

Cos’è la shrinkflation e come si manifesta nei gelati

Con il termine shrinkflation si indica la pratica di ridurre la quantità di prodotto contenuta in una confezione mantenendo il prezzo invariato o lasciandolo aumentare nel tempo. In questo modo il consumatore acquista meno prodotto senza percepire immediatamente il cambiamento. Nel caso dei gelati confezionati, la riduzione può riguardare i grammi, i millilitri oppure il volume complessivo del prodotto. Si tratta spesso di differenze contenute, difficili da notare a colpo d’occhio, ma che diventano evidenti confrontando le confezioni attuali con quelle di pochi anni fa.

Tra gli esempi riportati c’è quello della Coppa del Nonno, che nel 2021 pesava 70 grammi e oggi pesa 65 grammi. Il fenomeno interessa diverse tipologie di gelati e contribuisce a quella sensazione espressa da molti consumatori davanti ai frigoriferi dei supermercati o ai chioschi estivi: il ricordo di prodotti più grandi rispetto a quelli acquistati oggi. La riduzione non sempre è immediatamente percepibile perché avviene in modo graduale, con modifiche che possono apparire minime se osservate singolarmente.

Perché i consumatori percepiscono meno prodotto

La domanda che torna più spesso è sempre la stessa: “Ma questo gelato non era più grande?”. Secondo quanto emerge dagli esempi riportati, la risposta è frequentemente positiva. Molti dei gelati confezionati più popolari hanno perso nel tempo qualche grammo o qualche millilitro. La differenza può sembrare trascurabile quando si guarda soltanto la confezione, ma diventa più evidente durante il consumo e soprattutto quando viene confrontata con il prezzo pagato.

Uno degli aspetti che rende la shrinkflation particolarmente difficile da individuare riguarda le abitudini di acquisto. I consumatori tendono infatti a ricordare il prezzo di un prodotto molto più facilmente della sua grammatura esatta. Per questo motivo una confezione che mantiene un costo simile a quello del passato può sembrare invariata, anche se contiene meno prodotto. Monitorare il prezzo al chilo o al litro richiede invece un’attenzione maggiore e non sempre è semplice effettuare confronti immediati tra prodotti acquistati in periodi diversi.

Un fenomeno sempre più discusso

Negli ultimi anni la shrinkflation è diventata uno dei temi più discussi quando si parla di consumi e prezzi. Nel caso dei gelati confezionati, il fenomeno assume particolare visibilità perché si tratta di prodotti molto conosciuti e acquistati regolarmente da milioni di persone. La riduzione delle dimensioni, associata a prezzi che possono restare stabili o aumentare, viene spesso descritta come una forma di inflazione nascosta. Il risultato è che il consumatore si trova a ricevere una quantità inferiore di prodotto rispetto al passato, mentre il cambiamento può passare inosservato fino a quando non vengono confrontati peso, volume e prezzo delle diverse versioni nel corso degli anni.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.