Cure palliative e prevenzione maschile, due facce della sanità territoriale

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Redazione Salute Redazione Salute   -   Nella cornice di una sanità che sempre più deve coniugare specializzazione e prossimità, due notizie apparentemente distanti tracciano un quadro composito delle esigenze di salute. Da un lato, la Asl Roma 5 consolida la sua rete per le cure palliative, attivando una nuova Unità Operativa Semplice Dipartimentale dedicata a Hospice e Cure Palliative. Questa struttura, che funge da perno organizzativo per l’intera Rete Locale recentemente accreditata dalla Regione Lazio, ha il compito di coordinare una presa in carico integrata, garantendo continuità tra ospedale, territorio e servizi domiciliari per i pazienti affetti da patologie cronico-degenerative non più curabili. L’obiettivo, come spesso accade in questi delicati frangenti, è duplice: alleviare il dolore fisico dei malati e al tempo stesso fornire un sostegno concreto alle loro famiglie, attraverso un ventaglio di servizi che spazia dall’ambulatorio dedicato fino all’assistenza presso hospice accreditati.

La cultura della prevenzione urologica

Dall’altro, si affronta il tema, culturalmente spinoso, della prevenzione in ambito maschile, particolarmente critico per quanto concerne le patologie prostatiche. Nonostante i progressi medici abbiano reso le terapie sempre più raffinate e meno invasive, come sottolinea Francesco Greco, professore di Urologia all’Università di Vienna, per molti uomini il ricorso alle visite di controllo rimane un vero e proprio tabù. Un atteggiamento di reticenza che, se prolungato, può compromettere l’efficacia degli interventi successivi, rendendo la prevenzione, in questo specifico campo, un’arma ancor più cruciale che in altri.

L’effetto inatteso della commedia

Proprio su questo muro di imbarazzo e ritrosia sembra aver agito, in modo del tutto inatteso, il linguaggio universale della commedia. Dopo l’uscita del film “Buen Camino” di Checco Zalone, infatti, in cui una canzone ironica dal titolo “Prostata Enflamada” porta alla luce il tema con leggerezza, molti specialisti riportano un aumento delle richieste di visite urologiche preventive. Vincenzo Mirone, responsabile dell’Ufficio Pazienti della Società Italiana di Urologia, pur in assenza di dati numerici definitivi, conferma come dai colloqui con colleghi in tutta Italia emerga un incremento delle consulenze, attribuibile alla popolarità della pellicola che, sdrammatizzando la questione, ha involontariamente svolto un’opera di sensibilizzazione.

Cinema tra industria e indipendenza

Il cinema, del resto, continua a riflettere su se stesso e sul proprio ruolo. Ne è esempio il ritorno del regista Matteo Oleotto, noto per “Zoran, il mio nipote scemo”, con una nuova opera dal titolo “Ultimo schiaffo”. Incontrato durante la Festa del Cinema di Roma, Oleotto ha espresso una visione dell’arte cinematografica come atto di libertà e creatività, lontano dalle logiche di mercato che spesso dominano il mainstream. La genesi del suo ultimo lavoro, nato e sviluppato in un clima di indipendenza artistica e lontano dalle pressioni industriali, testimonia di un percorso volutamente differente, che privilegia i tempi della dedizione e della ricerca personale.

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