Israele respinge il piano arabo per Gaza, Stati Uniti confermano sostegno a visione Trump

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   I Paesi arabi, riuniti ieri al Cairo in un vertice straordinario della Lega Araba, hanno approvato un piano da 53 miliardi di dollari per il futuro della Striscia di Gaza, proponendo un’alternativa alla cosiddetta "visione Trump". Il progetto, elaborato dall’Egitto, prevede una governance civile dell’enclave palestinese, con l’Autorità nazionale palestinese (Anp) pronta a assumere il controllo della sicurezza e a indire nuove elezioni parlamentari entro un anno, "se le circostanze lo consentiranno". Mahmoud Abbas, presidente dell’Anp, ha espresso la disponibilità a lasciare il potere, aprendo a una transizione che escluderebbe Hamas dalla gestione del territorio.

Il piano, che mira a porre fine alle ripercussioni della guerra e a garantire il diritto all’autodeterminazione del popolo palestinese, è stato sostenuto con forza dall’Arabia Saudita, che in una nota ufficiale ha ribadito il suo appoggio alle decisioni del summit. Il governo saudita ha sottolineato la necessità di affermare il rifiuto dello spostamento forzato dei palestinesi e di lavorare per l’istituzione di uno stato indipendente sui confini del 1967, con Gerusalemme Est come capitale.

Tuttavia, Israele e Stati Uniti hanno respinto quasi immediatamente la proposta, definendola incompatibile con la loro visione per il futuro della regione. Il governo israeliano, sostenuto da Washington, ha ribadito l’intenzione di procedere con il piano promosso dall’amministrazione Trump, che prevede una soluzione diversa, basata su un approccio più unilateralista. La posizione statunitense è stata ulteriormente chiarita attraverso un video diffuso dal presidente Trump sul suo social Truth, in cui, utilizzando immagini generate con intelligenza artificiale, viene mostrata una Gaza trasformata in una sorta di Las Vegas, con statue d’oro e pioggia di dollari, in netto contrasto con la realtà attuale fatta di macerie e miliziani armati.

La clip, diventata virale in poche ore, ha suscitato reazioni contrastanti, ma ha confermato l’intenzione degli Stati Uniti di perseguire una linea distante dalle proposte arabe. Il piano della Lega Araba, che prevede la sostituzione di Hamas con un comitato di esperti e tecnocrati indipendenti nei primi mesi, è stato giudicato insufficiente da Israele, che continua a vedere nell’Anp un interlocutore debole e poco rappresentativo.

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