Trump riavvicina la Siria e sigla accordi miliardari con il Qatar: la nuova diplomazia americana
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Redazione Esteri
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Donald Trump, tornato alla Casa Bianca per il suo secondo mandato, sta imprimendo una svolta radicale alla politica estera americana, con un approccio che privilegia il pragmatismo economico e la riconciliazione strategica. Mentre i tradizionali equilibri mediorientali vengono rimessi in discussione, il presidente statunitense ha compiuto mosse inattese, a cominciare dall’incontro con Ahmed al-Sharaa, figura controversa già al vertice di un gruppo legato ad al Qaeda, oggi indicato come possibile interlocutore per la stabilizzazione della Siria.
La stretta di mano tra Trump e al-Sharaa, avvenuta a Riad, segna un momento storico dopo anni di ostilità tra Washington e Damasco. Lo stesso uomo su cui pesava una taglia da dieci milioni di dollari è stato definito dal presidente americano "un giovane attraente che guiderà la Siria nel futuro", in una dichiarazione che ha suscitato reazioni contrastanti. L’ex leader jihadista, noto con il nome di battaglia al-Jolani, ha contribuito alla caduta di Bashar al-Assad, ritrovandosi ora al centro di una possibile normalizzazione dei rapporti con gli Stati Uniti.
Ma il viaggio di Trump nel Golfo non si è limitato alla diplomazia: l’obiettivo principale rimangono gli affari. A Riad, il tycoon ha ottenuto dall’Arabia Saudita impegni per investimenti fino a "mille miliardi di dollari", mentre il Qatar si è aggiunto alla lista dei partner economici con accordi nel settore energetico e della difesa. Una strategia che conferma la convinzione di Trump, radicata nella sua esperienza imprenditoriale, che gli interessi finanziari possano sovrascrivere anche le rivalità più profonde.




