Vigevano, si barrica in casa con il fucile dopo aver ferito il vicino e la badante: irruzione delle forze speciali

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Interno Redazione Interno   -   Prima le urla, poi lo sparo – un colpo secco che ha squarciato il pomeriggio di un quartiere residenziale – e infine il silenzio rotto solo dalle sirene. È la sequenza, ormai tristemente collaudata, che lunedì ha trasformato via Gravellona a Vigevano in un set d’assedio. Un uomo di cinquant’anni, il quale – come emerso solo in seguito – vantava un precedente specifico per un episodio analogo risalente al giugno 2024, ha fatto fuoco contro il suo vicino settantacinquenne (proprietario dell’immobile) e contro la badante di quest’ultimo, una donna di sessantatré anni. I due, raggiunti in modo non letale – la donna è stata colpita di striscio all’addome e a un braccio –, sono stati prontamente soccorsi dal personale del 118 e trasportati negli ospedali di Vigevano e Pavia. Nessuno dei due, stando ai primi referti, corre pericolo di vita.

L’escalation e il barricamento

Subito dopo aver esploso i colpi, il cinquantenne – che aveva con sé il fucile ancora carico – si è chiuso all’interno del cortile dell’abitazione, rifiutando ogni contatto diretto. I tentativi di carabinieri e polizia di convincerlo a consegnare l’arma si sono protratti per ore, senza esito. Era chiaro, a quel punto, che la situazione richiedeva un intervento di livello superiore. Così, nella tarda serata del 20 aprile, sono state fatte arrivare sul posto le unità operative di primo intervento (U.O.P.I.) da Milano: forze speciali della polizia, addestrate proprio per scenari di questo genere, dove la mediazione verbale non basta più e serve un’irruzione chirurgica.

L’irruzione e l’arresto

L’operazione, condotta senza ulteriori spari, ha portato all’immobilizzazione dell’uomo – il cui nome è Dritan Qafa, cinquantenne – e al sequestro del fucile. Nessun altro è rimasto ferito. L’intera via Gravellona era stata isolata già dal primo pomeriggio, con residenti bloccati nelle proprie case e transennamenti che hanno tenuto lontani i curiosi. Sei ore di tensione, iniziate verso le quattordici e concluse in serata, hanno tenuto con il fiato sospeso un intero isolato. L’uomo, dopo l’irruzione, è stato tratto in arresto. Non è la prima volta, come detto, che questo stesso soggetto, in questo stesso luogo, impugna un’arma da fuoco contro un vicino: già nel giugno dello scorso anno aveva aperto il fuoco, seppure senza conseguenze gravi, in un episodio che allora non aveva avuto il medesimo epilogo.

I feriti e le indagini

Le due vittime – il settantacinquenne e la badante – restano sotto osservazione ospedaliera, ma i medici hanno escluso rischi immediati. I colpi, esplosi presumibilmente contro una porta, hanno prodotto ferite da striscio: per la donna si parla di un braccio e dell’addome, per l’uomo di lesioni minori non meglio specificate. Gli inquirenti stanno ora ricostruendo l’esatta dinamica, in particolare i minuti precedenti lo sparo, per capire se vi sia stata una lite o un movente specifico. Il fucile, regolarmente sequestrato, verrà sottoposto a rilievi balistici. Nessuna ipotesi è al momento esclusa, anche se il precedente del 2024 – un altro sparo contro un vicino – suggerisce una personalità incline alla reazione violenta con armi da fuoco. Il cinquantenne è ora in carcere in attesa della convalida dell’arresto e dell’interrogatorio di garanzia.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.