Pfas nell'acqua potabile, Novara tra le città più colpite
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
Le sostanze poli e perfluoroalchiliche, note come Pfas, rappresentano una minaccia crescente per la salute umana e l'ambiente. Questi composti chimici, noti anche come "inquinanti eterni" per la loro persistenza nell'ambiente, sono stati rilevati in quantità preoccupanti nell'acqua potabile di molte città italiane. Secondo un recente rapporto di Greenpeace, Novara si colloca al terzo posto nel Paese per inquinamento da acido trifluoroacetico (Tfa), una sostanza indistruttibile di cui non si conoscono ancora appieno i danni potenziali.
L'indagine indipendente condotta da Greenpeace ha rivelato che il 79% dei campioni d'acqua analizzati in Italia contiene Pfas, con un solo comune su 235 che supera la soglia limite prevista dalla normativa. Questi composti tossici, che si accumulano nell'ambiente e nel corpo umano, sono stati associati a gravi rischi per la salute, tra cui malattie croniche e potenziali effetti cancerogeni.
Nonostante la direttiva europea 2020/2184, che entrerà in vigore il prossimo anno, preveda limiti più stringenti per queste sostanze, Greenpeace giudica tali misure insufficienti. L'organizzazione ambientalista sottolinea la necessità di interventi più decisi per proteggere la salute pubblica e l'ambiente.
A Reggio Emilia, l'analisi delle acque potabili ha destato preoccupazione tra le forze di opposizione, con il consigliere regionale Alessandro Aragona di Fratelli d'Italia che ha annunciato la presentazione di un'interrogazione in consiglio regionale.




