Spagna campione del mondo, la Roja ricevuta da Re Felipe. Poi l'abbraccio con un milione di tifosi a Madrid

Spagna campione del mondo, la Roja ricevuta da Re Felipe. Poi l'abbraccio con un milione di tifosi a Madrid
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Redazione Sport Redazione Sport   -   Madrid si è vestita di rosso e di giallo per accogliere la nazionale spagnola campione del mondo, reduce dal successo per 1-0 sull'Argentina nella finale del Mondiale 2026. Un trionfo che ha riportato la Roja sul tetto del calcio mondiale a sedici anni di distanza dall'impresa in Sudafrica, e che lunedì 20 luglio ha scatenato una giornata di festa popolare destinata a rimanere nella memoria collettiva.

La giornata della squadra guidata dal ct Luis de la Fuente e dal capitano Rodri è iniziata con gli immancabili appuntamenti istituzionali, per poi trasformarsi in un gigantesco bagno di folla che ha invaso il centro della capitale.

L'abbraccio della famiglia reale alla Zarzuela

La prima tappa del tour della vittoria è stato il Palazzo della Zarzuela, residenza ufficiale della famiglia reale, dove i campioni del mondo sono stati ricevuti da Re Felipe VI, dalla Regina Letizia e dalle loro figlie, la Principessa delle Asturie Leonor e l'Infanta Sofia. Ad accogliere la delegazione, con il capitano Rodri in testa che stringeva tra le mani la Coppa del Mondo appena conquistata, c'era un'intera nazione in festa.

Il sovrano, visibilmente emozionato, ha definito l'impresa «un trionfo epico», sottolineando come la squadra abbia saputo coniugare «testa e cuore» in un cammino costellato di difficoltà e critiche iniziali, ormai spazzate via dalla gioia immensa di riportare il trofeo a casa. «Avete dimostrato grinta, resilienza e audacia – ha aggiunto il monarca – rimanendo fedeli al vostro stile e al vostro sistema, così caratteristici. Siete stati un blocco unico, una squadra, solidali, generosi, e in più avete vinto con fiero coraggio. porterete ormai per sempre queste due stelle che brillano così tanto per tutta la Spagna».

Un secondo titolo che sa di rivincita

Per la famiglia reale, la vittoria è stata anche l'occasione per rivivere il clima di un successo che mancava da sedici anni. Nel 2010, quando la Spagna vinse il suo primo Mondiale in Sudafrica, le principesse Leonor e Sofia erano soltanto due bambine biondissime con la maglietta della Roja, immortalate in foto che hanno fatto il giro del mondo mentre festeggiavano l'arrivo della Coppa a casa insieme ai nonni, l'allora re Juan Carlos e la regina Sofia.

Oggi, ventenne Leonor e diciannovenne Sofia, hanno potuto vivere da protagoniste la celebrazione, partecipando al ricevimento a corte e scendendo sul prato del MetLife Stadium dopo la finale per festeggiare con la squadra. Un cerchio che si chiude, con le giovani principesse che hanno potuto condividere con i campioni l'emozione di un successo planetario.

Festa a Cibeles: un milione di persone per la Roja

Terminati gli impegni ufficiali alla Zarzuela e l'incontro con il premier Pedro Sánchez al Palazzo della Moncloa, la nazionale si è concessa al popolo spagnolo. I giocatori, a bordo di un autobus scoperto, hanno attraversato le vie del centro di Madrid tra un mare di bandiere rosse e gialle, in un percorso che ha condotto la comitiva fino a Plaza de Cibeles, il tradizionale epicentro dei festeggiamenti sportivi della capitale.

Secondo le stime della Delegación del Gobierno, oltre un milione di persone hanno invaso le strade per salutare i propri eroi, intonando cori e incitando la squadra che ha riportato l'oro a casa. Una festa corale che è esplosa al termine della sfilata, quando la squadra è salita sul palco allestito per l'occasione, mostrando la Coppa del Mondo ai tifosi e celebrando insieme a loro un titolo che resterà nella storia del calcio spagnolo.

Finalissima con l'Argentina: l'ipotesi di un omaggio a Messi

Mentre la Spagna esplodeva in festa, a Buenos Aires l'ambasciatore spagnolo, Joaquín María de Arístegui Laborde, ha lanciato un'idea che potrebbe regalare un nuovo, attesissimo capitolo a questa storica rivalità calcistica. L'ambasciatore, dichiarandosi tifoso del Barcellona, si è augurato che si possa finalmente disputare la Finalissima tra Spagna e Argentina, un match che avrebbe dovuto tenersi a marzo in Qatar, ma che fu annullato a causa dello scoppio della guerra in Iran.

«Speriamo si possa giocare – ha affermato Laborde – sarebbe una bella rivincita e un evento in segno di omaggio, rispetto e ammirazione per il miglior calciatore di tutti i tempi, Lionel Messi, in quello che sarebbe un grande addio». Un'eventualità che, secondo le indiscrezioni, potrebbe concretizzarsi durante le prossime date Fifa di novembre, riaccendendo così l'entusiasmo per un confronto che sulla carta si preannuncia già epico.

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