Il lungo 26.3: correttivi, privacy sul modem Apple e l’attesa della Siri nuova
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Redazione Scienza e Tecnologia
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Non ci sono grandi annunci né funzionalità capaci di catturare l’attenzione dei non addetti ai lavori, eppure il pacchetto di aggiornamenti che Apple ha messo a disposizione da ieri, mercoledì 11 febbraio, si muove su un crinale delicato. macOS 26.3, iOS e iPadOS 26.3, watchOS 26.3, tvOS 26.3, visionOS 26.3 e l’aggiornamento per HomePod – tutti contraddistinti dalla medesima versione minore – sono stati liberati dopo l’usuale settimana di pausa che segue la pubblicazione della Release Candidate -1-6. Il numero di build per i computer, il 25D125, certifica la natura manutentiva dell’intervento -1-6-10.
Su macOS l’unico elemento che si discosta dalla consueta litania di «correzioni di bug e miglioramenti della sicurezza» riguarda Tahoe e la gestione degli angoli delle finestre. Con le versioni precedenti, molti utilizzatori avevano segnalato una sorta di disallineamento tattile: l’area sensibile al clic non corrispondeva più con precisione agli angoli arrotondati disegnati dal sistema operativo, e il ridimensionamento delle finestre ne risultava meno fluido. Il fix è ora integrato e, sebbene di portata limitata, restituisce la reattività persa nei mesi scorsi. Più interessante, per chi segue le voci di corridoio, è la presenza all’interno del codice di riferimenti a processori Apple Silicon non ancora commercializzati, probabilmente le varianti M5 Max e M5 Ultra -6. Non si tratta, beninteso, di una novità per l’utente finale, ma di quelle tracce che gli osservatori imparano a scovare per intuire le mosse future.
Su iPhone e iPad il discorso cambia parzialmente di registro. L’aggiornamento dei sistemi operativi mobili porta con sé tre ritocchi concreti. Il primo riguarda il processo di configurazione iniziale: è stato aggiunto un percorso guidato per trasferire dati, messaggi, foto e credenziali da un dispositivo Apple a uno Android -2-7. Una mossa che, nella sua semplicità, rende meno drammatico il passaggio ad altre piattaforme e toglie a Google il monopolio sugli strumenti di migrazione inversa.
Il secondo intervento è visivo e riguarda la galleria degli sfondi. La sezione che unificava i temi Meteo e Astronomia è stata suddivisa in due righe distinte, con l’aggiunta di alcune varianti cromatiche per i wallpaper ispirati alle condizioni atmosferiche -2. Un riordino, più che una rivoluzione. La terza novità, invece, ha un peso specifico maggiore sul fronte della riservatezza. Apple ha introdotto l’interruttore Limit Precise Location, una voce di menu che permette di offuscare la posizione esatta del dispositivo nei confronti dell’operatore telefonico -2-4-8. La geolocalizzazione non viene disattivata, ma degradata: la cella trasmette soltanto l’approssimazione di un quartiere o di una zona generica, non più le coordinate del civico. Il vincolo è duplice e severo. Da una parte occorre un modem di produzione Apple, il C1 o il C1X, il che significa escludere l’intero parco iPhone precedenti ad eccezione dei recentissimi iPhone Air e iPhone 16e, oltre all’iPad Pro M5 nella versione cellulare -4-8. Dall’altra serve l’adesione della rete di telefonia: al momento, sul territorio statunitense, soltanto Boost Mobile garantisce la compatibilità, mentre nel Regno Unito hanno aderito EE e BT e in Thailandia AIS e True -4. Non è una funzionalità che si accende da sola; chi possiede i dispositivi giusti dovrà recarsi in Impostazioni, sezione Cellulare, e abilitarla manualmente. Talvolta, come documentato da alcuni test, è necessario un riavvio per rendere effettivo il vincolo.
Il quadro degli aggiornamenti collaterali è meno frammentato. watchOS 26.3, tvOS 26.3, visionOS 26.3 e il firmware per HomePod 26.3 si limitano a ritoccare la stabilità e a tappare falle di sicurezza -3. Il bollettino CVE-2026-20617, pubblicato contestualmente al rilascio, descrive una condizione di competizione risolta nei kernel dei vari sistemi operativi: un’applicazione, sfruttando quella falla, avrebbe potuto elevare i propri privilegi fino al livello root -3. Un buco non trascurabile, che rende l’installazione immediata un accorgimento prudenziale anche per chi non insegue le novità.




