Milano nella top 10 delle città più care al mondo per i super ricchi: la classifica 2026

Milano nella top 10 delle città più care al mondo per i super ricchi: la classifica 2026
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Redazione Economia Redazione Economia   -   La città di Milano si conferma una delle piazze più costose del pianeta per chi conduce uno stile di vita di fascia alta, guadagnando una posizione nella classifica internazionale stilata dalla banca privata svizzera Julius Baer. Il Global Wealth and Lifestyle Report 2026, che analizza il costo di un paniere di beni e servizi premium, ha collocato il capoluogo lombardo al nono posto mondiale, migliorando il risultato dell'edizione precedente e consolidando il suo ruolo di riferimento europeo per il lusso e l'eccellenza dei servizi.

Un risultato, questo, che arriva in un contesto globale segnato da una rinnovata instabilità valutaria e da uno spostamento degli equilibri geografici della ricchezza, come evidenziato dagli analisti che hanno redatto il rapporto e che da anni monitorano le abitudini di consumo dei grandi patrimoni internazionali.

La top 10 mondiale e l'effetto del cambio valutario

A guidare la classifica delle città più care per i milionari è Singapore, che mantiene saldamente la prima posizione per il quarto anno consecutivo, un primato che la banca svizzera attribuisce agli alti prezzi degli immobili residenziali e delle automobili, uniti alla forza del dollaro di Singapore. Dietro il capoluogo asiatico, la top five vede una netta predominanza europea con Zurigo al secondo posto, Monaco al terzo, seguita da Hong Kong al quarto e Londra al quinto.

La risalita delle città europee, come testimonia il balzo di Milano, è stata favorita in larga parte dall'andamento delle valute: l'euro e il franco svizzero si sono rafforzati rispetto al dollaro, facendo lievitare i prezzi medi del vecchio continente in termini percentuali - un incremento del 14,1% - che supera la media globale del 10,2%.

Proprio l'effetto cambio ha giocato un ruolo determinante nel ridisegnare la mappa del lusso, tanto che per la prima volta negli ultimi tre anni nessuna città americana compare nella top ten, con New York che esce dalla cerchia delle dieci metropoli più care per i super ricchi.

Milano: lusso immobiliare e servizi premium

Il miglioramento di Milano nella graduatoria non è quindi solo il riflesso di un aumento dei prezzi locali, ma risente anche delle fluttuazioni monetarie e del crescente appeal internazionale del capoluogo lombardo. Secondo la metodologia dell'indice, il comparto immobiliare residenziale di pregio rappresenta la voce di spesa con il maggior peso, pari al 20% del paniere totale, e i dati utilizzati da Julius Baer si basano sull'andamento del prezzo medio al metro quadro negli attici e nelle zone più esclusive.

Gli ultimi report sul real estate di lusso confermano questa tendenza, con il Centro storico di Milano che tocca una media di oltre 11.000 euro al metro quadro, spinto da zone come il Quadrilatero della Moda e Brera.

A trainare la domanda internazionale non è tuttavia solo il mattone: il capoluogo lombardo si distingue per l'offerta di servizi di alta gamma, dalla ristorazione stellata alla moda, che attraggono una clientela globale disposta a spendere per mantenere uno standard di vita premium, anche se il costo di un cappuccino nella città meneghina risulta, paradossalmente, tra i più bassi tra le grandi metropoli, posizionandosi intorno ai 2,18 dollari.

Il confronto con Roma e il gap con le altre capitali

Se Milano si afferma come hub del lusso e dei servizi finanziari, Roma - pur essendo tra le città più care d'Italia - presenta una dinamica differente, legata maggiormente al fascino storico e ai quartieri residenziali di pregio come Parioli, dove i prezzi degli immobili hanno registrato un incremento annuo superiore all'11%. Tuttavia, il confronto tra le due metropoli non si gioca solo sui valori immobiliari, ma soprattutto sul peso che le spese fisse hanno sul reddito disponibile dei residenti.

Secondo un'analisi del Corriere della Sera che incrocia dati Ocse e stime sui canoni di locazione, a Milano il costo di un bilocale arriva a erodere oltre il 54% dello stipendio medio netto, una percentuale che sale ulteriormente se si considera che il reddito medio mensile si aggira tra i 2.100 e i 2.200 euro. A Parigi, nonostante gli affitti siano più alti, il peso sul reddito è simile, ma il salario medio netto è significativamente più elevato, toccando i 3.

630 euro; un divario che rende il "reddito residuo" italiano, ovvero la quota che resta dopo il pagamento del canone di locazione, tra i più bassi d'Europa.

Il contesto economico globale e le prospettive

Il report di Julius Baer, che si basa su un'indagine condotta tra febbraio e marzo 2026, ha evidenziato come l'incertezza geopolitica sia ormai una preoccupazione trasversale per i grandi patrimoni, con una percentuale compresa tra l'82% e il 95% degli intervistati che si dichiara preoccupata per gli scenari internazionali.

Questa tensione, combinata con l'andamento dei tassi di cambio e l'inflazione, ha portato a un aumento medio globale del costo del mantenimento di uno stile di vita premium del 10,2% in dollari, un dato che fotografa una fase di profonda trasformazione per i mercati del lusso, sempre più influenzati dalla mobilità dei capitali e dalla forza delle economie asiatiche, con Bangkok che fa il suo ingresso nella top ten proprio nell'edizione 2026.

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