La corsa all’hard disk diventa un’odissea: l’AI si è già mangiata lo spazio per il 2026
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Redazione Scienza e Tecnologia
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Chi in questi giorni si sta guardando intorno per acquistare un hard disk meccanico, magari per un backup o per espandere lo spazio del proprio PC fisso, si trova di fronte a una realtà piuttosto amara: i prezzi sono lievitati e la disponibilità sugli scaffali, sia fisici che virtuali, si è fatta improvvisamente più rada. Il motivo, come ormai accade per molti componenti hardware, è da ricercare nell’intelligenza artificiale, la cui fame insaziabile di dati sta risucchiando gran parte della produzione mondiale di memorie. La situazione, che aveva già messo in ginocchio il mercato delle RAM con rincari fino a sei volte tanto negli ultimi mesi, si sta ora trasferendo come un’onda d’urto su un prodotto considerato fino a ieri di fascia comune e alla portata di tutti. Non si tratta più solo di soddisfare la necessità di archiviazione dei data center iperscalari, ma di un vero e proprio accaparramento preventivo -10.
Il grido d’allarme di Phison e la corsa contro il tempo per le aziende
Il quadro che emerge dalle dichiarazioni di Pua Khein-Seng, amministratore delegato di Phison, uno dei colossi mondiali nella produzione di controller per SSD, è a dir poco apocalittico per l’intero settore dell’elettronica di consumo -4. In un’intervista televisiva, il manager ha lanciato un monito inequivocabile: se le aziende non riusciranno a garantirsi forniture sufficienti di RAM, e ora possiamo aggiungere di storage, la seconda metà del 2026 potrebbe trasformarsi in un campo di battaglia con vittime eccellenti. La sua previsione parla di linee di prodotto tagliate e, nei casi peggiori, di aziende costrette a chiudere i battenti, semplicemente perché impossibilitate a produrre ciò che avevano progettato -6. La domanda, infatti, non è più solo legata all’addestramento dei modelli, ma all’inferenza, ovvero all’uso quotidiano dell’AI che genera e consuma una mole impressionante di contenuti, richiedendo spazio dove essere riposta. La testimonianza riportata da Phison di un produttore di chip NAND che pretende il pagamento anticipato del 100% per tre anni di forniture è un segnale della follia che sta travolgendo il mercato, una pratica mai vista nemmeno nei rapporti tra giganti come TSMC e NVIDIA -10.
Le strategie dei produttori tra nuovi listini e tecnologie emergenti
Mentre i prezzi schizzano, i produttori di hard disk come Western Digital stanno cercando di tracciare una rotta per il futuro, ma è una rotta che guarda lontano e che offre poche consolazioni per il presente -1. Durante il recente Innovation Day 2026, l’azienda ha svelato un ambizioso programma che punta a hard disk da 40TB entro la fine dell’anno e a tecnologie come HAMR (Heat-Assisted Magnetic Recording) per superare i 100TB entro il 2029, soluzioni pensate appositamente per reggere l’urto dei workload dell’AI -7. Sul fronte opposto, quello della produzione di PC, la tensione è palpabile. Gianluca D’Angelo, country head di Acer Italia e Grecia, nel corso della presentazione della nuova gamma, ha spiegato come produrre un laptop oggi costi fino al 36% in più rispetto a soli cinque mesi fa, un incremento che non può essere assorbito ma che verrà inevitabilmente riversato sui prezzi finali -5. La speranza, per il mercato consumer, è che queste innovazioni tecnologiche, come i nuovi design a doppio attuatore o i drive a basso consumo, possano in futuro alleviare la pressione, ma al momento l’unica certezza è la scarsità -1.




