Tragedia in un appartamento a Vigodarzere: muore intossicato dal monossido, grave un altro uomo

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Redazione Interno Redazione Interno   -   È stato l’allarme lanciato da un conoscente, insospettito dal mancato riscontro alle proprie chiamate, a far scattare i soccorsi nella serata di mercoledì 25 febbraio. L’intervento del personale sanitario del Suem 118 e dei Vigili del fuoco si è reso necessario in via Villa Laura, a Vigodarzere, comune della cintura padovana, dove all’interno di un’abitazione si temeva potesse essere in corso una fuga di gas. La squadra dei pompieri, una volta effettuato l’ingresso nei locali, si è trovata dinanzi a una concentrazione letale di monossido di carbonio, un killer silenzioso, incolore e inodore, che aveva già avvolto l’ambiente rendendolo una trappola mortale per chiunque vi si trovasse all’interno.

Sul posto i rilievi strumentali hanno confermato la presenza del gas tossico, procedendo quindi alla immediata messa in sicurezza dell’area e alla bonifica degli ambienti, operazioni necessarie per consentire l’accesso in sicurezza al personale medico. Nell’appartamento, adibito a dimora per lavoratori stranieri, i soccorritori hanno rinvenuto due uomini: entrambi erano a letto, forse colti dal sonno mentre un piccolo apparecchio di riscaldamento, con ogni probabilità una stufa portatile malfunzionante, rilasciava nell’aria le proprie esalazioni venefiche. Per uno di loro, un uomo di circa 45 anni di nazionalità nigeriana, non c’era più nulla da fare: il medico del 118, giunto sul luogo della tragedia, non ha potuto che constatarne il decesso.

L’altro occupante l’appartamento, un connazionale della vittima che condivideva con lui quegli spazi, versava invece in condizioni gravissime ma presentava ancora segni di vita. Immediatamente estratto dall’abitazione ormai satura di monossido, l’uomo è stato stabilizzato dal personale sanitario e successivamente trasportato d’urgenza in ospedale, dove è stato ricoverato in Terapia intensiva in prognosi riservata. Le sue condizioni, riferite dai sanitari, sarebbero apparse subito disperate, e i medici non hanno sciolto al momento alcuna riserva sulla sua effettiva possibilità di sopravvivenza, considerati i gravi danni provocati dall’inalazione del gas.

Gli accertamenti dei vigili del fuoco sulle cause della fuga

I Vigili del fuoco del comando provinciale di Padova, una volta completate le operazioni di soccorso e di messa in sicurezza dello stabile, hanno avviato tutti gli accertamenti tecnici del caso per risalire all’esatta origine dell’esalazione che ha causato la tragedia. Le prime e ancora parziali ricostruzioni, che dovranno essere confermate da approfondimenti tecnici, convergerebbero verso il malfunzionamento di una stufa portatile, verosimilmente utilizzata dai due operai per riscaldare l’ambiente domestico durante le ore notturne, dopo aver terminato la giornata lavorativa. Un gesto comune, dettato dal bisogno di contrastare le rigide temperature invernali, che si sarebbe trasformato in una trappola fatale a causa della combustione imperfetta del piccolo apparecchio, non adeguatamente manutenuto o difettoso, capace di immettere nell’aria della stanza quantità letali di monossido.

L’area antistante il civico 7 di via Villa Laura è rimasta transennata per diverse ore per consentire lo svolgimento in totale sicurezza delle operazioni di bonifica e di rilievo. Sul posto sono intervenuti anche i carabinieri della stazione locale, che hanno eseguito i rilievi di competenza e provveduto ad ascoltare alcuni dei coinquilini della palazzina, molti dei quali visibilmente scossi dall’accaduto. La salma dell’uomo deceduto, dopo l’ispezione cadaverica eseguita sul luogo del ritrovamento, è stata posta a disposizione dell’autorità giudiziaria, che ha concesso il nulla osta per il successivo trasferimento all’istituto di medicina legale. Sarà il pubblico ministero di turno a valutare, nelle prossime ore, l’opportunità di disporre un esame autoptico per chiarire ulteriormente la dinamica dei fatti e accertare con precisione le cause del decesso, sebbene l’ipotesi dell’intossicazione da monossido appaia già ampiamente comprovata dagli elementi raccolti.

Il dramma silenzioso del monossido e la dinamica dei soccorsi

La chiamata al numero unico per le emergenze è giunta intorno alle 20.10 di mercoledì sera. A lanciare l’allarme è stato un amico o un conoscente delle vittime, il quale, non riuscendo a mettersi in contatto con i due uomini da diverse ore, ha iniziato a temere il peggio e ha deciso di avvertire le forze dell’ordine. Questo tempestivo sospetto si è rivelato purtroppo determinante per salvare almeno una delle due vite: se il soccorso fosse giunto più tardi, con ogni probabilità, anche il secondo uomo sarebbe stato trovato senza vita. La squadra dei Vigili del fuoco, giunta sul posto con diverse autovetture, ha dovuto operare con le classiche precauzioni del caso, indossando gli autorespiratori per non incorrere a loro volta nel rischio di intossicazione durante la fase di ingresso coatta nell’abitazione.

Una volta forzata la porta e arieggiati i locali, il personale sanitario ha potuto prendere in carico i due pazienti. Per il più giovane dei due, trasportato in codice rosso all’ospedale di Padova, la lotta per la vita è appena cominciata. Le sue condizioni, al momento del ricovero, sono apparse subito critiche a causa della prolungata esposizione al gas. L’episodio di Vigodarzere riporta alla memoria altre analoghe sciagure domestiche che puntualmente, con l’arrivo della stagione fredda, si verificano sul territorio nazionale. Il monossido di carbonio, prodotto dalla combustione incompleta di qualsiasi combustibile (legna, gas, carbone), è tanto più pericoloso in quanto non rilevabile dai sensi umani e i suoi sintomi, dal mal di testa alla nausea, vengono spesso confusi con comuni malesseri, fino a quando subentra l’incoscienza e sopraggiunge il decesso per anossia.

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