Il conto alla rovescia per la Champions: sei squadre, tre posti, un finale senza rete

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Con lo scudetto ormai assegnato simbolicamente all’Inter – la quale, va detto, ha messo in ghiaccio la pratica da diverse settimane – l’unico vero argomento in grado di tenere alta l’adrenalina in questo finale di Serie A è la spietata corsa che vede sei squadre raccolte in poco più di una manciata di punti, tutte decise a conquistare uno dei tre passaporti rimasti per la prossima Champions League. Il verdetto, insomma, è ancora lontanissimo: se è vero che i nerazzurri hanno già staccato il biglietto per la massima competizione europea -8, alle loro spalle si è formata una mischia talmente serrata che ogni gara, da qui al 24 maggio, rischia di ribaltare gerarchie costruite in un intero campionato. A differenza di quanto accaduto in passati tornei – dove spesso una o due formazioni riuscivano a prendere il largo – stavolta nessuna tra le pretendenti può dormire sonni tranquilli, complice un calendario che infila scontri diretti a ripetizione e insidiose trasferte contro chi lotta per non affondare.

Il Milan di Allegri: vantaggio e memoria storica

La squadra che al momento occupa la casella più comoda dietro l’Inter è quella guidata da Massimiliano Allegri, un tecnico che – particolare non trascurabile – conosce meglio di chiunque altro l’arte di amministrare i vantaggi nella fase calda della stagione. Il successo ottenuto a Verona per 1-0, con quel sigillo firmato da Adrien Rabiot (calciatore che l’allenatore conosce bene per averlo avuto in passato), ha dato ai rossoneri un’aria rasserenante in casa propria. Non tanto per la prestazione, quanto per la capacità di portare a casa il risultato in una gara che, sulla carta, rappresentava la classica “trappola” dopo tre ko nelle precedenti quattro uscite. E così, approfittando dei contemporanei passi falsi di Roma e Como, il margine sul quinto posto è schizzato a +8, un vantaggio che inizia ad avere il sapore della sicurezza. Tanto che il *Corriere dello Sport*, in edicola proprio oggi, ha titolato senza mezzi termini: “La Champions ha una data: il 10 maggio”. Quel giorno, a San Siro, arriverà l’Atalanta: vincendo, e magari anche prima se gli inseguitori dovessero inciampare ancora, il Diavolo potrebbe festeggiare la matematica qualificazione davanti ai propri tifosi. Un obiettivo – quello del ritorno nella coppa dai grandi ascolti – che era stato dichiaratamente messo nel mirino sin dal primo giorno di ritiro.

Juventus e Napoli: chi si ferma è perduto

Se il Milan sembra avere un piede e mezzo sul treno che porta all’Europa che conta, non si può dire lo stesso per le immediate inseguitrici. La Juventus, reduce da una prova di sostanza contro il Bologna vinta per 2-0 con una partenza sprint firmata da David e il raddoppio di Thuram, naviga ora a quota 63 punti. I bianconeri, guidati da Luciano Spalletti, hanno costruito la loro rimonta sulla solidità difensiva e sulla capacità di non sprecare le occasioni, ma il calendario riserva loro un dentro-fuori clamoroso proprio nel prossimo turno: domenica 26 aprile, a San Siro, affronteranno il Milan in quello che è già stato ribattezzato lo spareggio per il secondo posto. Perdere significherebbe vedere il quarto posto – attualmente occupato proprio dai bianconeri – improvvisamente sotto assedio da parte di chi viene da dietro. E il problema, per la Juventus come per il Napoli (appaiato al Milan in vetta alla classifica con 66 punti), è che il plotone degli inseguitori è numeroso e agguerrito. Il Como e la Roma, fermi a 58 punti, sono ancora in piena corsa e hanno tutto l’interesse a sperare in un pareggio nello scontro diretto tra le due big.

Como, Roma e Atalanta: l’effetto sorpresa è servito

A rendere il quadro statisticamente affascinante, poi, è la circostanza che i giochi restano aperti anche per chi oggi si trova fuori dalla zona calda. L’Atalanta, pur distante 12 punti dal Milan secondo la classifica più aggiornata, ha una tradizione di rimonte primaverili che impone rispetto. E soprattutto, ha ancora cinque giornate di tempo per tentare l’aggancio, anche se il margine appare piuttosto sottile. Più realistiche, invece, le ambizioni di Como e Roma: entrambe a quota 58 punti, distano solo cinque lunghezze dalla Juventus quarta e, considerando che ci sono ancora scontri diretti in programma, la rimonta è tutt’altro che un’utopia. Per la squadra lariana, al suo debutto assoluto in una lotta di questa importanza, ogni punto conquistato in trasferta avrebbe un peso specifico doppio. Per i giallorossi, invece, l’obiettivo è evitare il tracollo psicologico dopo aver sprecato l’occasione di accorciare nell’ultimo turno. Quel che è certo, analizzando i tabellini e i risultati delle ultime settimane, è che la parola “tranquillità” non appartiene al vocabolario di nessuno.

La matematica e le trappole del calendario

Mancano esattamente cinque giornate al termine, con in programma sfide che sembrano studiate a tavolino per generare colpi di scena. Oltre al già citato Milan-Juventus, ci saranno incroci delicatissimi come Sassuolo-Milan (dove i neroverdi combattono per non retrocedere) e il Milan-Atalanta del 10 maggio, considerato potenziale giorno della “festà” matematica. Anche la Juventus, dopo il big match di San Siro, dovrà vedersela con un Lecce in lotta per la salvezza e con un derby della Mole contro il Torino che, a prescindere dalla posizione in classifica dei granata, non è mai una partita banale. Per avere la certezza matematica, a Allegri basterebbero sette punti nelle prossime cinque uscite: un bottino tutto sommato abbordabile, se si considera il calendario favorevole, ma non scontato viste le insidie del periodo. D’altronde, quando la pressione sale e le gambe diventano pesanti, anche il piccolo Cagliari all’ultima giornata può trasformarsi in un ostacolo insormontabile per chi sbaglia l’approccio mentale. La corsa è così apertamente incerta che, a meno di clamorosi crolli, il verdetto potrebbe arrivare soltanto allo scadere dei novanta minuti dell’ultimo turno.

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