Incidente mortale a Ercolano: tre vittime in una fabbrica clandestina di fuochi d'artificio

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Lunedì pomeriggio, un'esplosione devastante ha scosso Ercolano, comune in provincia di Napoli, causando la morte di tre giovani operai. Le vittime, Sara e Aurora Esposito, gemelle di 26 anni, e Samuel Tafciu, 18enne di origini albanesi, lavoravano in nero in un deposito di fuochi d'artificio illegali per una paga giornaliera di soli 20 euro. Il proprietario dell'edificio, un 38enne del posto, è stato denunciato per omicidio colposo plurimo aggravato, disastro colposo e detenzione illecita di materiale esplodente.

L'immobile di contrada Patacca, teatro della tragedia, era tornato in possesso del proprietario solo un anno fa, dopo una lunga battaglia legale che aveva coinvolto anche il deputato Francesco Emilio Borrelli e il giornalista Pino Grazioli. La casa, divenuta famosa per le dirette social che ne avevano documentato la vicenda, è stata trasformata in una fabbrica abusiva di fuochi d'artificio, attività che ha portato alla tragica esplosione del 18 novembre.

La Procura di Napoli, rappresentata dai pm Stella Castaldo e Maurizio de Franchis, sta procedendo con l'inchiesta per morte in conseguenza di altro reato. Le indagini, condotte dalle sezioni VI e VII, coordinate dai procuratori aggiunti Simona Di Monte e Pierpaolo Filippelli, mirano a chiarire le responsabilità e le dinamiche che hanno portato alla morte dei tre giovani operai.

Il dolore per la perdita dei ragazzi è stato espresso anche sui social, dove la suocera di Samuel Tafciu, Anna Campagna, ha affidato a TikTok un messaggio di rabbia e disperazione. La signora Campagna ha scritto: "Figlio mio, ha lasciato un vuoto la tua assenza. Chi ha sbagliato pagherà".

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