Exor, il peso di Stellantis scende al 6% del portafoglio: buyback da 500 milioni e Nav in calo del 4%

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Redazione Economia Redazione Economia   -   La holding della famiglia Agnelli-Elkann ha chiuso il primo semestre 2026 con un valore netto degli attivi di 32 miliardi di euro, pari a 157,9 euro per azione, in flessione del 3,9% rispetto a fine 2025. Nello stesso periodo l'indice Msci World, utilizzato come benchmark dalla società, ha registrato un rialzo dell'11,8%.

Il dato emerge dal comunicato diffuso il 22 settembre, accompagnato dall'annuncio di un nuovo programma di riacquisto di azioni proprie fino a 500 milioni di euro, che sarà eseguito sul mercato fino alla pubblicazione dei prossimi risultati finanziari, prevista a marzo 2027.

Stellantis vale solo il 6% del portafoglio

Il calo del Nav è stato determinato soprattutto dall'andamento negativo del titolo Stellantis, unica tra le quattro principali partecipate a registrare una flessione nel semestre, parzialmente compensata dal contributo positivo di Cnh, Ferrari e Philips. Alla fine di giugno 2026, la partecipazione nella casa automobilistica valeva 2,2 miliardi di euro, corrispondenti al 6,3% del valore lordo degli attivi, contro i 12,3 miliardi di Ferrari, che pesa per il 34,2%, e i 3,6 miliardi di Cnh, pari al 10,1%.

Nel corso dell'anno il titolo del gruppo automobilistico ha perso oltre la metà del proprio valore a Piazza Affari, riflettendo le difficoltà del settore auto europeo e l'impatto delle svalutazioni annunciate lo scorso febbraio, quando l'amministratore delegato Antonio Filosa ha comunicato oneri per 22,2 miliardi di euro legati alla revisione dei piani industriali sull'elettrico.

La lettera di Elkann e il confronto con il mercato

Nella lettera agli azionisti, l'amministratore delegato John Elkann ha attribuito la debolezza della performance alle tensioni geopolitiche e all'incertezza sui mercati globali, che hanno penalizzato i risultati delle società del gruppo. «Il nostro NAV per azione è diminuito del 4%, sottoperformando l'indice MSCI World di 16 punti percentuali», ha dichiarato il manager.

Elkann ha inoltre sottolineato come Stellantis abbia presentato la strategia quinquennale FaSTLAne 2030 sotto la guida di Filosa, sostenuta da 60 miliardi di euro di investimenti, mentre Ferrari ha rivisto al rialzo le previsioni per l'anno e ha prorogato il patto parasociale con la famiglia Ferrari.

Welltec e la liquidità per nuovi investimenti

Sul fronte delle dismissioni, Exor ha raggiunto un accordo per la vendita della partecipazione in Welltec, operazione che genererà un multiplo sul capitale investito di circa 2,4 volte e porterà la liquidità disponibile per nuovi investimenti a circa 4 miliardi di euro.

La holding ha inoltre completato le cessioni di Gedi, Lifenet e Nuo, mentre Iveco Group ha concluso la vendita della divisione difesa a Leonardo e Tata Motors ha lanciato l'offerta pubblica di acquisto sulle attività nei veicoli commerciali e nei propulsori, con closing atteso a novembre. «Le nostre azioni continuano a essere scambiate a un significativo sconto rispetto al Nav e non riflettono la nostra valutazione del valore intrinseco del portafoglio», ha osservato Elkann, motivando così la decisione sul buyback.

L'accordo aggiornato con Philips

Nel corso del semestre Exor ha anche aggiornato il relationship agreement con Royal Philips, ottenendo la flessibilità di incrementare la propria partecipazione nel gruppo olandese di tecnologie sanitarie fino al 22% del capitale, rispetto al precedente limite del 20%. La quota attuale supera il 19%. L'intesa conferma il ruolo di Exor come principale azionista di Philips, società nella quale la holding aveva costruito la propria posizione iniziale nel 2023.

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