Porsche 718 Spyder RS, la super sportiva dell’incidente mortale a Milano

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Ci sono mattine in cui il risveglio di una città non è accompagnato dal consueto rumore del traffico che si riaccende, ma da un silenzio penetrante, come quello che segue la tragedia. All’alba di domenica 29 marzo 2026, in corso di Porta Vercellina a Milano, la quiete è stata squarciata dall’impatto violento di una Porsche 718 Spyder RS contro quattro auto regolarmente parcheggiate. È un momento che lascia attoniti, un istante in cui la cronaca si trasforma in dolore puro. Secondo la ricostruzione effettuata dalla polizia locale, intervenuta per i rilievi del caso, non ci sarebbero altre vetture coinvolte nella dinamica, se non quella condotta da Lorenzo Mattia Persiani, il ventunenne che si trovava al volante. La supercar, presa a noleggio e riconoscibile dalla targa tedesca, avrebbe perso aderenza al termine della curva che collega viale Papiniano e piazzale Aquileia al rettilineo di viale di Porta Vercellina, una zona resa ancor più critica dalla vicinanza con il carcere di San Vittore. L’auto, ormai fuori controllo, ha dapprima urtato il cordolo interno del marciapiede con le ruote, per poi trasformarsi in un ariete di lamiere contro i veicoli in sosta e i paletti d’acciaio che delimitano l’area. Una carambola violenta, che non ha lasciato scampo alla meccanica di lusso, finita dall’altro lato della carreggiata con un ultimo testacoda contro il parterre centrale.

La dinamica dell’impatto e il profilo della vittima

Un boato nel silenzio dell’alba, poi le lamiere contorte e una supercar distrutta. In pochi istanti, corso di Porta Vercellina si è trasformato in uno scenario di tragedia. La dinamica, ricostruita dagli inquirenti, descrive una traiettoria rapida e inesorabile: il giovane proveniva dalla zona dei Navigli, precisamente da viale Papiniano, procedendo verso piazzale Baracca quando, all’altezza dell’incrocio con via Matteo Bandello, ha perso il controllo del mezzo. L’urto iniziale con il cordolo ha fatto sbandare la Porsche, che ha centrato in sequenza quattro vetture parcheggiate a bordo strada, distruggendosi nella parte anteriore e coinvolgendo nell’impatto anche le giovani passeggere. A perdere la vita è Lorenzo Mattia Persiani, 21 anni, milanese residente in zona Brera, studente di Medicina all’università Vita-Salute del San Raffaele con l’ambizione di diventare odontoiatra. Una passione per la velocità che, secondo quanto emerso, lo accompagnava fin dall’adolescenza, quando praticava il karting, e che quella mattina si è scontrata con la realtà di un’asfalto ancora scivoloso e di una curva traditrice. In auto con lui viaggiavano due ragazze di 19 e 20 anni – le cui identità corrispondono ad Alice e Allegra – rimaste ferite ma, fortunatamente, non in pericolo di vita, trasportate in codice giallo rispettivamente agli ospedali Fatebenefratelli e San Carlo.

Porsche a noleggio a 21 anni: le circostanze del contratto

L’elemento che ha catalizzato l’attenzione, oltre alla dinamica, riguarda le modalità con cui il giovane fosse in possesso di un’auto dal valore di circa 160.000 euro (o fino a 200.000 euro, a seconda delle fonti) come la Porsche 718 Spyder RS. La vettura, omologata per due soli posti, era stata presa a noleggio e risultava avere una targa tedesca. Dalle prime verifiche è emerso che il contratto di locazione era stato stipulato a nome di uno studio dentistico situato in zona Repubblica, legato all’attività della madre del ragazzo e del compagno di lei. Questa circostanza ha permesso a Lorenzo, nonostante l’età giovane, di avere accesso a un bolide da 500 cavalli. Un dettaglio che aggiunge ulteriore complessità alla vicenda, poiché se da un lato il noleggio a ventunenni è perfettamente legale – purché in possesso di patente B da almeno un anno – dall’altro solleva interrogativi sulla discrezionalità delle società di autonoleggio nel valutare l’esperienza di guida necessaria per gestire una vettura di tale potenza, soprattutto in un contesto urbano. Un’altra irregolarità, emersa con chiarezza, riguarda la capienza del veicolo: una delle due ragazze viaggiava letteralmente sull’altra, condividendo un unico sedile, una situazione che ha inevitabilmente influito sulla sicurezza durante l’impatto, trasformando l’abitacolo in uno spazio ancora più angusto al momento dello schianto.

I rilievi e il quadro investigativo

Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco per estrarre i tre giovani dall’abitacolo accartocciato, mentre il personale del 118 ha disposto il trasporto del conducente in codice rosso al Policlinico, dove è stato sottoposto a un delicato intervento chirurgico. Purtroppo, le ferite riportate nell’impatto si sono rivelate troppo gravi e il ventunenne è deceduto nel corso della mattinata. La polizia locale ha eseguito i rilievi classici del caso, concentrandosi sulle tracce di frenata sull’asfalto e sulle deformazioni dei veicoli coinvolti, per cercare di stabilire con esattezza la velocità tenuta dalla Porsche prima di perdere aderenza. Le indagini, attualmente in corso, si avvalgono anche della visione delle telecamere di sorveglianza presenti nella zona per chiarire se vi siano stati fattori di distrazione o se, come ipotizzato, l’elevata velocità sia stata la causa scatenante della perdita di controllo. Resta da valutare, inoltre, l’esito degli esami tossicologici disposti dalla procura, che potranno fornire ulteriori elementi circa lo stato psico-fisico del conducente al momento del sinistro. La zona dell’incidente, nel frattempo, è stata teatro di una silenziosa processione di amici e conoscenti che hanno voluto lasciare fiori e messaggi di cordoglio nel punto esatto dove la corsa del giovane si è tragicamente interrotta.

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