Borsa di Milano ancora in calo, mentre il lusso tiene il timone
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Redazione Economia
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La Borsa di Milano ha chiuso la seduta con un ulteriore calo, seppur contenuto allo 0,21%, in un contesto generale di discesa degli indici europei che non risparmia la piazza finanziaria italiana. Quella che potrebbe apparire come una flessione di modesta entità, in realtà, nasconde una dinamica più profonda e preoccupante per gli analisti, poiché il principale listino, il Ftse Mib, ha lasciato sul campo uno 0,40%, una perdita che assume un peso specifico notevole in quanto significa anche aver abbandonato la quota psicologica dei 42.000 punti. Il clima di incertezza, che si protrae ormai da diverse sessioni, è amplificato dall'assenza di elementi positivi in grado di invertire la rotta e spingere gli investitori a considerare con ottimismo le sorti del mercato; a dire il vero, molti si aspettavano un cosiddetto “dividendo Gaza”, un possibile effetto di rimbalzo legato a tensioni geopolitiche, il quale, tuttavia, non si è materializzato, lasciando intendere che per vederne gli eventuali frutti sarà necessario attendere ancora del tempo.
Lusso in controtendenza
In un panorama così grigio, fanno eccezione alcuni titoli del comparto luxury, i quali hanno mostrato una vitalità insospettabile, muovendosi in netta controtendenza rispetto all'andamento generale. Ferragamo, infatti, ha registrato un balzo del 7,79%, un incremento sostanziale che ha pochi eguali nella seduta, mentre Moncler ha seguito a ruota con una performance analoga. Anche Brunello Cucinelli non è stato da meno, chiudendo con un più che dignitoso +1,58%, dimostrando come, in fasi di mercato incerte, alcuni settori considerati rifugio continuino ad attrarre capitali, offrendo una resistenza che pochi altri comparti industriali possono vantare.
Il quadro tecnico del Future
L'analisi tecnica del Future sul Ftse Mib, con scadenza a dicembre 2025, delinea un quadro in evidente deterioramento, avendo chiuso la giornata con un calo dell'1,00%, ben più marcato di quello dell'indice cash. I livelli di supporto, fondamentali per arginare ulteriori ribassi, sono stati stimati in area 41.240, mentre, per quanto riguarda una possibile risalita, la resistenza chiave da superare per vedere un'inversione di tendenza è posizionata a quota 42.225. Uno dei segnali tecnici più significativi, che gli operatori scrutano con attenzione, è stato l'incrocio al ribasso della media mobile a 5 giorni con quella a 34 giorni, un evento che conferma la debolezza di breve periodo e che suggerisce una certa prudenza negli approcci d'investimento.
La mattinata nervosa
La seduta si era aperta con una mattinata particolarmente nervosa, durante la quale l'indice Ftse Mib aveva tentato una consolidazione attorno alla parità, senza però riuscire a fornire agli operatori spunti chiari per definire una strategia. Il Future, respinto dalla zona dei 41.840 punti, aveva infatti toccato un minimo di 41.430, evidenziando una volatilità che rende complessa qualsiasi manovra. La situazione di breve termine rimane, pertanto, contrastata e senza una direzione precisa, lasciando intendere che, prima di poter assistere a una risalita di una certa consistenza, il mercato avrà bisogno di un'adeguata fase di riaccumulazione, un processo che richiede tempo e stabilità.




