Ascanio Polimeni spiega la longevità: «Il segreto è l’ormesi, non gli eccessi»

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Ascanio Polimeni indica nell’ormesi e nell’equilibrio i principi centrali della longevità, prendendo le distanze dall’idea di una ricerca ossessiva della giovinezza attraverso protocolli estremi. Il medico, che dirige il LongevYa Project e il Regen4Life-Research Group, ha spiegato la sua visione in un’intervista nella quale ha affrontato il tema dell’invecchiamento, della differenza tra età anagrafica ed età biologica e dell’evoluzione di una disciplina che negli ultimi anni ha attirato sempre più attenzione. Pur essendo considerato uno dei pionieri italiani della medicina della longevità, rifiuta definizioni celebrative e sostiene che altri colleghi meriterebbero maggiormente il riconoscimento di “padri” del settore.

Perché Polimeni preferisce parlare di geroscienza

Uno degli aspetti più rilevanti del suo intervento riguarda il linguaggio utilizzato per descrivere questa area di studio. Polimeni ha dichiarato di aver smesso di parlare di anti-aging e di preferire il termine “geroscienza”, che definisce come la scienza dell’invecchiamento. La scelta non è soltanto terminologica, ma riflette un approccio che punta a comprendere i meccanismi biologici dell’età piuttosto che inseguire promesse legate all’eterna giovinezza. Il medico ha inoltre espresso preoccupazione per una possibile deriva commerciale del fenomeno, arrivando a dire di essere terrorizzato all’idea di entrare in un supermercato e trovare un reparto dedicato alla “Longevity”.

Questa presa di posizione arriva in un momento in cui il tema della longevità è sempre più presente nel dibattito pubblico. Secondo Polimeni, il rischio è che un campo scientifico complesso venga trasformato in una semplice etichetta commerciale. Per questo motivo preferisce essere identificato come un clinico e uno studioso dell’invecchiamento piuttosto che come un guru. Nella stessa intervista si definisce infatti un “nerd”, sottolineando una visione fortemente legata alla ricerca e all’osservazione dei processi biologici che accompagnano il passare degli anni.

L’ormesi come principio centrale dell’invecchiamento

Al centro del lavoro di Polimeni c’è il concetto di ormesi, un fenomeno biologico secondo cui una moderata esposizione a uno o più fattori di stress può produrre effetti positivi e adattativi per l’organismo. Il medico è considerato uno dei principali promotori di questo approccio in Italia e lo indica come una delle chiavi per comprendere i processi legati all’invecchiamento cellulare. La sua idea di longevità si allontana quindi dall’immagine di chi cerca risultati attraverso pratiche estreme e si concentra invece sulla capacità del corpo di adattarsi e rispondere a stimoli controllati.

La stessa impostazione emerge quando parla dell’equilibrio come elemento fondamentale. Nel suo racconto non trovano spazio riferimenti a maratone o a strategie radicali, ma a un modello che mette al centro la regolazione dei processi biologici. L’ormesi viene descritta come una risposta naturale dell’organismo e rappresenta uno dei pilastri dell’attività svolta nei centri che dirige tra Milano e Roma, dedicati alla menopausa e all’invecchiamento cellulare. È proprio questa attenzione ai meccanismi dell’adattamento che ha contribuito a renderlo una figura di riferimento nel settore della medicina della longevità.

Età biologica e casi citati dal medico

Nel corso dell’intervista Polimeni ha richiamato anche il tema della distanza tra età anagrafica ed età biologica, sostenendo che oggi le due dimensioni non coincidono necessariamente. Tra gli esempi citati compare Michelle Hunziker, indicata come un caso particolarmente significativo. Secondo quanto riferito dal medico, la conduttrice avrebbe 52 anni dal punto di vista anagrafico ma un’età biologica di 25 anni. Un riferimento utilizzato per spiegare come la valutazione dello stato biologico possa differire dal semplice dato registrato all’anagrafe.

Tra le figure menzionate compare anche Fagnani, definita da Polimeni la “regina della psicormesi”. I riferimenti a personaggi noti vengono inseriti all’interno di una riflessione più ampia sul modo in cui la medicina della longevità osserva i processi dell’invecchiamento. Il medico applica infatti i principi della geroscienza a numerosi protagonisti del mondo dello spettacolo e dell’imprenditoria, mantenendo però una posizione critica verso la spettacolarizzazione del tema. La sua attenzione resta focalizzata sullo studio dell’invecchiamento e sull’idea che la longevità non coincida con l’adozione di protocolli estremi, ma con la ricerca di un equilibrio fondato sulla comprensione dei meccanismi biologici che regolano il corpo umano.

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