Elezioni Malta, il Labour di Abela conquista il quarto mandato consecutivo

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   La fredda matematica dei numeri, depositata ufficialmente nelle mani del presidente maltese nella mattinata di lunedì, ha semplicemente certificato ciò che le proiezioni dei principali media locali avevano già intuito sin dallo spoglio dei primi voti: il Partito Laburista, guidato dal premier uscente Robert Abela, si è aggiudicato per la quarta volta consecutiva le elezioni generali. ilsole24ore +3

Un risultato, questo, che assume i contorni dello storico per l’arcipelago mediterraneo, rappresentando un record assoluto di longevità elettorale per un partito dalla fondazione dello stato maltese, avvenuta nel 1964.

Il conteggio, sebbene proseguito per diverse ore dopo la chiusura dei seggi di sabato, ha quindi restituito un quadro politico chiaro: il centro-sinistra manterrà la guida del paese per un altro quinquennio. askanews +3

L’annuncio di Abela e la chiamata alla unità nazionale

A dare per primo la notizia della storica riconferma, quasi in diretta durante i festeggiamenti spontanei dei sostenitori che gremivano il quartier generale del partito, è stato proprio Robert Abela in un intervento televisivo sul canale pubblico TVM.

Il leader laburista, visibilmente soddisfatto ma con toni misurati, ha sottolineato come quella ottenuta non sia una semplice vittoria elettorale ma una pagina indelebile nella storia nazionale: “Abbiamo fatto la storia vincendo per la quarta volta consecutiva”, ha dichiarato, lanciando poi un appello accorato alla coesione sociale. gazzettadiparma +3

“Restiamo uniti come una persona sola – ha affermato Abela – Sarò il primo ministro di tutti i cittadini”. Un messaggio, il suo, che già nella forma cercava di ricomporre le inevitabili fratture di una campagna elettorale, caratterizzata da toni accesi su temi economici e di stabilità. avantionline +3

La sconfitta dell’opposizione e il crollo delle distanze

Se dalla parte del governo i festeggiamenti sono stati fragorosi – con i militanti che mostravano orgogliosamente quattro dita aperte a simboleggiare i mandati consecutivi – dall’altra parte della barricata politica è arrivata, a distanza di poco più di mezz’ora dalla vittoria di Abela, l’ammissione di sconfitta del centrodestra. askanews +3

Alex Borg, segretario del Partito Nazionalista all’opposizione da tredici lunghi anni, ha riconosciuto il verdetto delle urne senza se e senza ma, dichiarando ai microfoni e sui social network: “Il popolo ha parlato e noi dobbiamo rispettare la sua volontà”. Tuttavia, per i conservatori maltesi, non si tratta di un fallimento totale.

I dati forniti dagli stessi organi di informazione, e poi confermati dal conteggio ufficiale che assegna al Labour 158.444 voti contro i 136. euronews +3

723 del PN, rivelano infatti una rimonta significativa dell’opposizione, che è riuscita a dimezzare il distacco rispetto al plebiscito del 2022, ponendo le basi per una sfida molto più serrata in futuro. agenziagiornalisticaopinione +3

I numeri ufficiali di uno scrutinio da record

La certificazione dei risultati, arrivata nella giornata di lunedì per mano del commissario elettorale Joseph Camilleri, ha infine messo la parola fine alle dispute tecniche sul margine di vittoria.

Le cifre ufficiali parlano chiaro: il Partito Laburista si è attestato al 51,8% dei consensi, conquistando 36 seggi nella Camera dei rappresentanti; il Partito Nazionalista, dal canto suo, si è fermato al 44,7% ottenendo 29 seggi. Una forbice di circa 22mila voti (21. eunews +3

721 per l’esattezza) che garantisce al governo Abela una maggioranza assoluta solida, sebbene lievemente ridotta rispetto ai fasti del passato.

Per i laburisti, che dominano la scena politica dell’isola dal 2013, si tratta della conferma di un ciclo politico straordinario: un ciclo che Abela, succeduto a Joseph Muscat nel 2020, ha saputo difendere e rilanciare, riuscendo nell’impresa di vincere le sue seconde elezioni personali da premier, nonostante un contesto internazionale segnato da profonde incertezze. ildenaro +3

Le schede bianche e i voti ai partiti minori – come Momentum e i Verdi – hanno infine completato il quadro, raccogliendo quella parte di elettorato che si è sentita distante dalle due principali coalizioni di governo. sondaggibidimedia +3

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