Processo Ambiente Svenduto, annullata la sentenza di primo grado, il caso si sposta a Potenza

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La Corte d'assise d'appello di Taranto ha annullato la sentenza di primo grado del processo "Ambiente Svenduto", riguardante il presunto disastro ambientale causato dall'ex Ilva, ora Acciaierie d'Italia. La decisione è stata presa in seguito alla dichiarazione di incompetenza funzionale del tribunale di Taranto, trasferendo così il caso al tribunale di Potenza. Le motivazioni della sentenza saranno depositate entro i prossimi 15 giorni.

Il processo "Ambiente Svenduto" ha avuto inizio nel 2012, quando l'ex Ilva, gestita dalla famiglia Riva, è stata accusata di aver causato un disastro ambientale e sanitario a Taranto. Le emissioni inquinanti della fabbrica avrebbero provocato gravi danni alla salute dei residenti e all'ambiente circostante. Nel maggio 2021, la sentenza di primo grado aveva condannato i vertici della fabbrica e alcuni esponenti della politica locale e regionale.

La decisione di annullare la sentenza di primo grado e trasferire il processo a Potenza ha suscitato numerose polemiche. Secondo alcune fonti, la questione legata alla costituzione di parte civile di due giudici di pace e un membro laico della Sezione agraria del tribunale potrebbe aver influenzato la decisione della Corte d'assise d'appello. Tuttavia, sarà necessario attendere le motivazioni ufficiali per comprendere appieno le ragioni di questa scelta.

L'ex Ilva, ora Acciaierie d'Italia, è in amministrazione straordinaria dal 2015 e ufficialmente in vendita dal 31 luglio scorso. La fabbrica, una delle più grandi acciaierie d'Europa, è stata al centro di numerose controversie legate all'inquinamento e alla gestione aziendale.

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