Processo Ilva, Annullate le Condanne, Tutto da Rifare

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il processo "Ambiente Svenduto" sull'ex Ilva di Taranto, che si era concluso nel 2021 con una sentenza di primo grado, è stato annullato. La Corte d'assise d'appello di Lecce ha accolto la questione sollevata dalle difese: tre giudici del distretto erano parti civili nel processo. Questo ha portato all'azzeramento delle condanne per 26 dei 37 imputati, tra cui proprietari, dirigenti e manager dell'impianto, oltre ad alcuni politici come l'ex presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola.

Il processo dovrà ripartire dall'udienza preliminare e sarà spostato da Taranto a Potenza. La decisione della Corte d'assise d'appello di Lecce ha accolto la richiesta dei difensori, che sostenevano che i giudici tarantini, togati e popolari, fossero da considerare "parti offese" del disastro ambientale causato dall'inquinamento dell'ex Ilva fino al 2012.

La sentenza del 2021 aveva condannato gli imputati per concorso in associazione per delinquere finalizzata al disastro ambientale, all'avvelenamento di sostanze alimentari e all'omissione dolosa di cautele sui luoghi di lavoro. La gestione dell'Ilva da parte della famiglia Riva aveva messo in pericolo la vita e l'integrità fisica dei lavoratori e dei cittadini del quartiere Tamburi di Taranto, arrecando un gravissimo pericolo per la salute pubblica.

Ora, con l'annullamento del processo, incombe il rischio di prescrizione per alcuni reati. La decisione della Corte d'assise d'appello di Lecce rappresenta un duro colpo per la giustizia ambientale e per le vittime dell'inquinamento causato dall'ex Ilva.

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