Chiara Petrolini, la decisione del Tribunale di Bologna
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Redazione Interno
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Chiara Petrolini, studentessa di 22 anni e baby sitter di Traversetolo, è al centro di una vicenda giudiziaria che ha scosso profondamente l'opinione pubblica. La giovane, accusata di aver partorito in casa e sepolto i suoi neonati nel giardino della sua abitazione, è stata oggetto di un provvedimento restrittivo da parte del Tribunale del Riesame di Bologna.
La Procura di Parma aveva richiesto l'arresto di Chiara Petrolini dopo il ritrovamento dei resti dei due neonati, avvenuto tra il 9 agosto e il 7 settembre. Nonostante le richieste iniziali di arresto domiciliare, il Tribunale ha stabilito che la misura cautelare non fosse sufficiente, ordinando la custodia in carcere per l'omicidio del 7 agosto 2024 e per la soppressione dei due cadaveri, incluso quello del neonato nato il 12 maggio 2023.
Il caso ha visto la difesa di Chiara Petrolini prepararsi a un ricorso in Cassazione, contestando la decisione del Tribunale di Bologna. Secondo la difesa, gli arresti domiciliari sarebbero stati adeguati a contenere le esigenze cautelari del caso, sottolineando che la misura cautelare non dovrebbe mai rappresentare un'anticipazione della pena.
La decisione del Tribunale del Riesame di Bologna, sebbene non ancora esecutiva, ha accolto l'appello della Procura di Parma, che per la terza volta aveva richiesto la custodia in carcere per la giovane.




