Benevento, Mastella respinge le accuse: «Noi di Centro non ha chiesto né ricevuto soldi»

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Redazione Interno Redazione Interno   -   C’è un aspetto, nel prosieguo dell’indagine giudiziaria partita con l’arresto dell’ex dirigente comunale Gennaro Santamaria, che fa discutere più di altri nel dibattito politico beneventano. Ed è quello legato all’accusa di finanziamento illecito in favore di Noi di Centro, il partito guidato da Clemente Mastella. Nell’attesa che la magistratura faccia luce sulle accuse contestate, l’opposizione consiliare di Palazzo Mosti, ma anche il vertice provinciale di Fratelli d’Italia, si pongono il problema della liceità delle ultime competizioni elettorali.

Il sindaco, dal canto suo, precisa: «Donazione mai né richiesta né ricevuta».

Il capo d’imputazione e la difesa del sindaco

Tra le carte delle diciassette perquisizioni che hanno terremotato il Comune di Benevento con accuse di corruzione e tangenti per altrettanti indagati, c’è un capo di imputazione che riguarda direttamente il movimento fondato da Mastella.

Il capo d’imputazione numero cinque tra i venticinque formulati dalla procura guidata da Nicola D’Angelo ipotizza una violazione della legge sul finanziamento ai partiti: cinquantamila euro in nero, fuori bilancio, che un imprenditore edile avrebbe consegnato all’allora responsabile del Gabinetto di Mastella, Gennaro Santamaria, «per finanziare le spese elettorali di Noi di Centro». Un contributo non disinteressato, secondo gli inquirenti, perché dietro ci sarebbe stata la promessa, poi non mantenuta, che il costruttore avrebbe beneficiato di qualche commessa pubblica.

Avrebbero concorso al reato «altre persone da identificare».

La ricostruzione della Procura

La vicenda giudiziaria era esplosa lo scorso 30 marzo con l’arresto in flagranza di Santamaria, dirigente dei settori Servizi sociali e Personale, bloccato dai carabinieri subito dopo aver intascato una tangente di quattromila euro da un geometra che aveva sporto denuncia. Nella sua abitazione erano stati trovati centosessantacinquemila euro in contanti e orologi di pregio per un valore stimato di centomila euro.

Da lì, attraverso una serie di interrogatori investigativi resi tra maggio e luglio, l’ex dirigente ha fornito un quadro accusatorio notevole che ha spinto gli inquirenti ad allargare il raggio d’azione. Gli accertamenti si sono estesi a molteplici settori della pubblica amministrazione, investendo pratiche presso l’ufficio urbanistico, procedure di affidamento di appalti, concorsi pubblici per l’assunzione di personale e incarichi di progettazione per il risanamento del dissesto idrogeologico in diversi Comuni della provincia.

Le reazioni politiche

«Le indagini in corso sulla vicenda Santamaria prefigurano lo scenario peggiore: non si tratterebbe di un caso isolato, ma di un sistema corruttivo esteso a vari settori dell’attività amministrativa», attaccano i consiglieri di opposizione del Pd, di Civico22, di Sinistra Italiana, del Psi e Vincenzo Sguera. «Il quadro emerso è tale da scuotere nelle fondamenta la credibilità delle istituzioni comunali. Se le dichiarazioni rese da Santamaria agli inquirenti e le circostanze fin qui emerse trovassero conferma, vorrebbe dire che una rete corruttiva ha potuto agire indisturbata e impunita nelle stanze di Palazzo Mosti. Sarebbe contestata anche un’ipotesi di finanziamento illecito in favore di Noi di Centro».

L’evento elettorale e i legami con il partito

Un elemento che gli inquirenti stanno esaminando riguarda il ruolo avuto da Santamaria nella campagna elettorale per le Regionali del novembre 2025. Al Teatro De La Salle di Benevento, una settimana prima del voto, si tenne una kermesse di Noi di Centro per lanciare la candidatura di Pellegrino Mastella, figlio del sindaco, poi eletto in consiglio regionale nella maggioranza di centrosinistra. Fu proprio Santamaria a organizzare l’evento, a condurlo e a pagare i cinquecento euro del noleggio del teatro con un bonifico in qualità di «organizzatore di Noi di Centro».

Sul palco sedevano anche dirigenti e funzionari comunali, tra cui Antonella Moretti e Maria Antonella Matticoli, del settore Urbanistica, e Maurizio Perlingieri, dirigente del Settore Ambiente e Patrimonio, tutti poi finiti tra gli indagati. I nomi di Moretti e Matticoli comparvero anche in una slide di ringraziamenti proiettata durante la manifestazione e ripresa in un video pubblicato sui social dallo stesso Santamaria.

Le parole di Mastella e la presunzione di innocenza

Nel suo intervento, il sindaco di Benevento ha espresso «piena fiducia nell’operato dell’Autorità Inquirente affinché operi con sollecitudine ogni riscontro valutato necessario all’accertamento della verità dei fatti in contestazione». Mastella ha anche auspicato che gli indagati, tra cui figurano «un amministratore ed alcuni dipendenti comunali», possano «dimostrare, sin dalla fase delle indagini preliminari, la loro completa estraneità ai fatti contestati dalla magistratura», prima di tutto «a tutela del prestigio e dell’integrità dell’Istituzione che rappresento».

La Procura, dal canto suo, ha già richiesto al gip del tribunale di procedere all’incidente probatorio, finalizzato all’esame del dichiarante nel pieno contraddittorio tra le parti, così da cristallizzare il compendio probatorio in vista delle successive fasi del procedimento.

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