Benevento, i verbali di Santamaria e il partito-municipio di Mastella

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Redazione Interno Redazione Interno   -   A leggere i verbali dell’ex responsabile del Gabinetto del sindaco di Benevento, Gennaro Santamaria, sotto inchiesta con altre sedici persone come presunto dominus di un sistema di corruzione intorno ad appalti e affidamenti pubblici, si cristallizza un dato: l’ex dirigente sostiene di essere da almeno cinque anni uno dei principali sostenitori economici di Clemente Mastella e del suo partito ‘Noi di Centro’. L’ex collaboratore ha quantificato in 152.000 euro le spese complessive sostenute per iniziative politiche, campagne elettorali e spese di rappresentanza del sindaco, tutte avvenute in contanti e senza alcuna registrazione contabile.

Il meccanismo delle elargizioni

Nell’interrogatorio investigativo del 13 luglio scorso, Santamaria ha ricostruito il funzionamento delle sue contribuzioni: «Mi hanno chiesto e ricevevano le mie contribuzioni per le loro iniziative politiche, ma non sapevano la fonte del denaro», ha dichiarato riferendosi al vicesindaco Francesco De Pierro, agli assessori Attilio Cappa e Molly Chiusolo e al consigliere comunale di maggioranza Giovanni Zanon. Nessuno di loro risulta indagato.

Le somme, secondo quanto emerge dai verbali, sarebbero state utilizzate per coprire costi di manifestazioni, affitti di teatri e materiali elettorali, spesso in occasione di appuntamenti strategici come la kermesse del Teatro De La Salle del novembre 2025, organizzata in vista delle elezioni regionali.

Le spese per le campagne elettorali

La ricostruzione di Santamaria si spinge fino a dettagliare le cifre destinate alle campagne elettorali della famiglia Mastella. Per le politiche del 2022, quando era candidata Sandra Lonardo, moglie del sindaco, l’ex dirigente afferma di aver speso 20.000 euro; per le europee del 2024, con Lonardo nuovamente in corsa in sei regioni, la cifra sale a circa 100.000 euro. Per le regionali del novembre 2025, che hanno visto l’elezione del figlio Pellegrino Mastella, Santamaria indica una spesa di circa 20.000 euro.

«Tutte queste elargizioni avvenivano in contanti», precisa nei verbali.

La reazione di Mastella e della maggioranza

Il sindaco di Benevento, non indagato, ha respinto con durezza le dichiarazioni del suo ex collaboratore: «Sono tutte fesserie e millanterie, non c’è una sola mezza verità nelle parole di Santamaria. Dovrebbe dirci come e dove avrebbe dato questi soldi. Nessuno del nostro partito lo ha mai autorizzato a fare spese in nostro nome, e nessuno del nostro partito gli ha mai chiesto un euro o ha ricevuto un euro, né in maniera palese né occulta».

Anche gli esponenti di maggioranza menzionati nei verbali hanno preso posizione: De Pierro, Chiusolo, Cappa e Zanon hanno dichiarato di non aver mai richiesto né ricevuto alcun contributo, sostenendo di aver sempre svolto attività politica con le proprie forze e la propria passione.

L’inchiesta e il quadro giudiziario

Santamaria era stato arrestato in flagranza di reato a fine marzo dai carabinieri, subito dopo aver intascato una presunta tangente di 4.000 euro da un professionista che aveva denunciato richieste illecite per lo sblocco di pratiche edilizie. Nelle perquisizioni domiciliari erano stati sequestrati 157.000 euro in contanti e orologi di lusso per un valore stimato di 100.000 euro.

Dopo sei mesi trascorsi tra carcere e domiciliari, l’ex dirigente è tornato in libertà, ma i magistrati hanno fissato a partire dal 3 novembre una decina di incidenti probatori per fare chiarezza sulla posizione dei diciassette indagati.

Le posizioni politiche a Palazzo Mosti

Sul fronte politico, Raffaele De Tata, coordinatore cittadino di Dimensione Bandecchi, ha descritto una situazione di stallo: «A Palazzo Mosti va in scena un paradosso. Da una parte, la maggioranza si trova davanti a un quadro che coinvolge diciassette tra dirigenti, funzionari e imprenditori e sostiene che la situazione sia sotto controllo. Dall’altra, l’opposizione definisce lo stesso scenario ‘gravissimo’, ma sceglie di abbandonare le commissioni e la conferenza dei capigruppo».

Nel suo intervento, De Tata ha chiesto che la maggioranza risponda con atti concreti e che l’opposizione torni a esercitare il proprio ruolo di controllo negli organismi consiliari, evitando che la paralisi dei lavori finisca per danneggiare ulteriormente la città.

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