Benevento, le confessioni di Santamaria: Mastella all'oscuro dei fondi per 'Noi di Centro'
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Redazione Interno
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Gennaro Santamaria, ex responsabile del Gabinetto del sindaco di Benevento, sta rendendo ampie confessioni alla Procura che lo ha arrestato a fine marzo per presunte tangenti su appalti e pratiche amministrative. In uno dei verbali, l'ex dirigente sottolinea che Clemente Mastella era all'oscuro «della fonte del denaro» con cui copriva i costi delle iniziative di 'Noi di Centro', il partito fondato e guidato dal primo cittadino sannita ed ex ministro della Giustizia.
Le somme per le iniziative politiche e il ruolo della giunta
Nel corso dell'interrogatorio investigativo del 13 luglio scorso, Santamaria ha ricostruito il meccanismo delle contribuzioni. Secondo quanto riferito a verbale, diversi assessori e esponenti di maggioranza gli avrebbero chiesto e ricevuto somme per le proprie iniziative politiche senza conoscere la provenienza del denaro. Tra i destinatari delle contribuzioni, l'ex dirigente ha indicato il vicesindaco Francesco De Pierro, gli assessori Attilio Cappa e Molly Chiusolo e il consigliere comunale di maggioranza Giovanni Zanon. Santamaria ha quantificato in 152.000 euro complessivi le spese sostenute direttamente per campagne elettorali, rappresentanza del sindaco e iniziative del partito, precisando che si è trattato di «somme in nero».
Il tesoretto sequestrato e le accuse contestate
Al momento dell'arresto, i carabinieri del nucleo investigativo hanno trovato nell'abitazione di Santamaria orologi di lusso e 157.000 euro in contanti, suddivisi in fascette da 5mila euro ciascuna e custoditi in buste di carta con l'indicazione a penna della cifra contenuta. L'accusa principale riguarda una presunta concussione ai danni di un geometra, amministratore di una società di progettazione, dal quale l'ex dirigente avrebbe preteso 70mila euro per sbloccare alcune pratiche edilizie.
L'inchiesta si allarga e il calendario delle udienze
Il terremoto giudiziario ha progressivamente coinvolto un numero crescente di persone. Attualmente risultano 19 indagati, tra cui figurano dirigenti e funzionari comunali, imprenditori, tecnici e amministratori, con ipotesi di reato che comprendono, a vario titolo, corruzione, induzione indebita, ricettazione e finanziamento illecito ai partiti. Tra gli indagati compaiono anche il presidente del Consiglio comunale di Benevento Renato Parente e i sindaci di Ponte e San Leucio del Sannio.
Il giudice per le indagini preliminari Maria Amoruso ha fissato undici udienze per l'incidente probatorio, a partire dal 3 novembre, nel corso delle quali Santamaria sarà chiamato a rispondere alle domande dei difensori degli indagati su circostanze finora riferite esclusivamente agli inquirenti.
Le reazioni politiche e la posizione del sindaco
Sul fronte politico, l'opposizione consiliare ha chiesto un cambio di amministrazione. Mario Pepe, ex deputato del Partito Democratico ed ex sindaco di San Giorgio del Sannio, ha definito «giusta e salutare» la proposta assunta dal PD e dalle forze di opposizione, sostenendo che l'amministrazione in carica debba andare via per quelle che definisce «vergognose e disastrose attività svolte nel Comune».
Mastella, che non risulta indagato, ha respinto qualsiasi coinvolgimento nelle vicende corruttive, dichiarando di non aver mai chiesto né ricevuto donazioni per il partito e sostenendo che eventuali somme intascate da altri lo sarebbero state a titolo esclusivamente personale.
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