Il ritorno del redditometro: uno strumento contro l'evasione fiscale
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Redazione Economia
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Il redditometro, uno strumento che consente all'Agenzia delle entrate di mettere a confronto redditi dichiarati e spese effettuate per individuare in modo presuntivo possibili evasori fiscali, è tornato. Il decreto che lo riattiva, firmato dal viceministro dell'Economia Leo, è stato pubblicato nella Gazzetta ufficiale e prevede l'applicazione a partire dai redditi 2016.
Storia del redditometro
Il redditometro è un sistema di "determinazione sintetica del reddito complessivo delle persone fisiche". Fu istituito il 29 settembre del 1973 con un decreto del presidente della Repubblica su proposta dell’allora governo di centrosinistra Rumor IV. Fu poi modificato con un decreto legge nel maggio 2010 (governo Berlusconi IV) per adeguarlo al "mutato contesto socio-economico" e successivamente con un altro decreto nel luglio 2018 (governo Conte 1). Quest'ultimo prevede che il ministero dell’Economia debba ogni due anni con un proprio decreto "aggiornare i parametri di ricostruzione induttiva del reddito complessivo".
Funzionamento e controlli
Il redditometro permette di confrontare i redditi dichiarati con le spese effettuate, prendendo in considerazione una serie di voci che vanno dai medicinali e visite mediche, alle bollette, alle spese del mutuo o del telefono, fino alle spese per piante e fiori o per mantenere un cavallo. Questi dati saranno utilizzati dall'amministrazione per verificare il reddito (presunto) dei contribuenti. L'analisi partirà dai redditi 2016 e terrà conto degli elementi già presenti nell’anagrafe tributaria.
Difesa dei contribuenti
Nonostante l'ampio raggio d'azione del redditometro, i contribuenti avranno la possibilità di difendersi. Infatti, in caso di discrepanze tra reddito dichiarato e spese sostenute, sarà possibile fornire spiegazioni e giustificazioni per le differenze riscontrate. In questo modo, si cerca di garantire un equilibrio tra la necessità di contrastare l'evasione fiscale e il rispetto dei diritti dei contribuenti.




