Ritorno del Redditometro, un nuovo strumento per il fisco italiano
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Redazione Interno
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Il vice ministro dell'Economia, Maurizio Leo, ha recentemente annunciato la reintroduzione del redditometro, uno strumento che l'Agenzia delle Entrate può utilizzare per dedurre il reddito di una persona basandosi sulle sue spese. Questa decisione ha suscitato reazioni immediate da parte di Lega e Forza Italia, che hanno chiesto il ritiro del decreto.
Il decreto sul redditometro
Il decreto sul redditometro, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 20 maggio, è stato firmato dal vice ministro dell'Economia e delle Finanze, Maurizio Leo. Questo provvedimento era atteso da tempo, come sottolineato dalla Corte dei Conti, che aveva evidenziato un possibile danno erariale per la mancata adozione dei criteri induttivi, sospesi dal 2018.
Funzionamento del nuovo redditometro
Il redditometro è uno strumento utilizzato dal fisco italiano per verificare che il reddito dichiarato dai contribuenti sia coerente con il loro stile di vita. Il decreto del 7 maggio ha aggiornato questo strumento per includere una vasta gamma di spese, tra cui abbigliamento, oggetti d'arte, bollette, medicinali, mutui, spese telefoniche, cene fuori casa, abbonamenti per la pay tv, barbieri, istituti di bellezza, giochi e persino il mantenimento di un cavallo.
Reazioni politiche
La decisione di reintrodurre il redditometro ha scatenato le ire di Lega e Forza Italia. Non appena si è diffusa la notizia del ritorno del redditometro, la reazione di questi partiti è stata immediata, con la richiesta di ritirare il decreto. Nonostante le polemiche, il vice ministro Leo ha difeso la decisione, sostenendo che il decreto era un atto dovuto e che andava incontro ai contribuenti onesti.




