Musetti, frattura a un dito: salta Tokyo e ora corre verso Shanghai
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Redazione Sport
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Lorenzo Musetti non giocherà l'ATP 500 di Tokyo. A comunicarlo è stato lo stesso tennista attraverso i propri canali social, poco prima dell'inizio del torneo giapponese, dove avrebbe dovuto esordire contro il britannico Arthur Fery. Il motivo è una piccola frattura all'anulare della mano destra, rimediata durante una sessione di allenamento sul cemento nipponico. «Purtroppo non potrò giocare a Tokyo quest'anno a causa di una piccola frattura all'anulare della mano destra che mi sono causato durante un allenamento», ha scritto il carrarino, classe 2002, nel messaggio diffuso sui social.
«Sono molto dispiaciuto, soprattutto perché non vedevo l'ora di tornare a giocare davanti ai miei tifosi giapponesi e vivere ancora una volta la splendida atmosfera di Tokyo».
Un 2026 segnato dagli stop
Per il tennista toscano si tratta del quarto stop stagionale per un problema fisico, in un'annata iniziata con premesse ben diverse. A gennaio Musetti si era spinto fino ai quarti di finale degli Australian Open, dove si trovava avanti due set a zero contro Novak Djokovic prima di doversi arrendere per un problema muscolare alla coscia destra. Quel ritiro, arrivato nel momento di massima esposizione contro uno dei più grandi di sempre, ha rappresentato una frattura psicologica oltre che fisica.
Poi, a marzo, un affaticamento al braccio destro lo ha costretto a dare forfait a Miami; a maggio, durante gli Internazionali d'Italia, una lesione al retto femorale lo ha fermato ancora, facendogli saltare sia il Roland Garros sia Wimbledon. Il rientro estivo sul cemento americano non è stato indolore: sconfitte premature a Washington e Montreal, un terzo turno agli US Open con problemi fisici accusati durante il match, e un ranking scivolato progressivamente fuori dalla top 10 fino alla ventesima posizione.
L'obiettivo Shanghai e la corsa alle Finals
Nonostante la frattura, il team di Musetti non ha ancora chiuso le porte al Masters 1000 di Shanghai, in programma dal 7 al 18 ottobre. L'entry list del torneo cinese lo comprende tra i sei italiani presenti, insieme a Jannik Sinner, Flavio Cobolli, Luciano Darderi, Matteo Arnaldi e Matteo Berrettini. I tempi, però, sono strettissimi: una frattura a un dito della mano destra, per quanto definita "piccola", incide in modo diretto sulla presa della racchetta e sulla capacità di colpire la palla con la necessaria sicurezza.
«Farò tutto il possibile nei prossimi giorni per recuperare ed essere pronto a giocare a Shanghai», ha aggiunto Musetti nel suo messaggio. «Grazie a tutti per il vostro supporto e per i tantissimi messaggi. Spero di vedervi molto presto».
Il peso dei punti da difendere
La posta in gioco non è soltanto la partecipazione a un altro torneo. Musetti deve difendere una quantità considerevole di punti conquistati nella parte finale della scorsa stagione, quando aveva centrato la qualificazione alle ATP Finals di Torino. Il conto comprende i quarti di finale dello US Open, la finale di Chengdu, i quarti a Pechino, gli ottavi a Shanghai, la semifinale a Vienna e la finale ad Atene. Ogni settimana di stop allontana la possibilità di ripetere quel rendimento e consolida la posizione fuori dalla top 15, con diversi giocatori in ascesa pronti a scavalcarlo.
La Race verso Torino, già complicata prima dell'infortunio giapponese, appare ora un traguardo quasi fuori portata: Musetti ha raccolto finora 1.285 punti, contro i 3.020 che valgono al momento l'ottava posizione, occupata da Daniil Medvedev.
Il forfait e la sostituzione nel tabellone
L'ATP 500 di Tokyo ha preso il via senza il tennista azzurro, che aveva postato sui social anche le immagini delle due dita fasciate e la radiografia della frattura. Al suo posto nel tabellone è subentrato il lucky loser portoghese Jaime Faria, che affronterà Fery al primo turno. Per Musetti, che aveva scelto Tokyo anche per accumulare punti preziosi sul cemento asiatico in vista del finale di stagione, si tratta dell'ennesima battuta d'arresto in un'annata che sembrava dover essere quella della definitiva consacrazione ai massimi livelli.
L'ultima occasione utile per invertire la rotta resta Shanghai, a una settimana di distanza, con il dito ancora da verificare e il ranking che continua a scendere.
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