Il giorno delle sorprese agli atp di roma: fuori fonseca, si ritira fils, avanza pellegrino
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Redazione Sport
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Il Foro Italico, trasformato in una sorta di teatro delle beffe tennistiche per questa edizione 2026 degli Internazionali d’Italia, ha vissuto un pomeriggio capace di ribaltare qualsiasi pronostico della vigilia. A farne le spese, in un copione che nessuno sceneggiatore avrebbe osato scrivere, è stato innanzitutto l’atteso Fonseca, eliminato a sorpresa; ma il vero epilogo paradossale è arrivato sulla BNP Paribas Arena, dove la fatica, la resilienza e forse anche un pizzico di fortuna hanno consegnato un sogno a un tennista di Bisceglie, Andrea Pellegrino, che a 29 anni ha infilato la via più insolita per raggiungere il terzo turno di un Masters 1000. L’azzurro, infatti, ha approfittato del prematuro ritiro del francese Arthur Fils – sceso in campo palesemente in condizioni precarie, quasi svuotato di energie, tanto da cedere tutti i primi quattro game – senza dover nemmeno completare un set intero. Solo quattro giochi, tutti persi dal transalpino, sono bastati per capire che lo spettacolo sarebbe stato monco: il numero 17 del mondo, forse vittima di un virus o di un problema alla schiena mai del tutto chiarito dai referti medici, ha sventolato bandiera bianca sul punteggio di 5.
L’inchiesta silenziosa sul malessere di Fils e i nove errori gratuiti
La partita, se così si può definire un incontro durato meno di mezz’ora effettiva, ha messo in luce un aspetto spesso rimosso nel tennis moderno: quello della fragilità fisica degli atleti di vertice, costretti a turni di gioco sempre più serrati. Osservando i primi scambi – e qui sta il dato tecnico rilevante – Pellegrino si è portato subito avanti di due break, approfittando di ben nove errori gratuiti commessi dal francese. Non si è trattato, va detto, di una mera questione di merito: il pugliese ha comunque tenuto il campo con professionalità, senza mai forzare colpi inutili, ma è stato evidente a tutti gli addetti ai lavori che Fils non fosse in grado di piegarsi correttamente, né di caricare sulle gambe per il servizio. Fonti vicine all’organizzazione riferiscono che il transalpino aveva già mostrato segni di malessere durante il riscaldamento, ma ha scelto di provare ugualmente, forse per rispetto del pubblico o per non privare subito lo spettacolo del match serale. Un comportamento, quest’ultimo, che solleva interrogativi sui protocolli medici in campo: perché un giocatore evidentemente ko dovrebbe scendere ugualmente, rischiando di peggiorare la propria condizione a poche settimane dal Roland Garros?
Pellegrino, la vittoria nel segno della maturità senza trionfalismi
Nessuno, è bene rimarcarlo, vuole vincere un match perché l’avversario non è in grado di competere. E tuttavia, quando il traguardo è storico come il primo terzo turno in un Masters 1000 – e di fronte al proprio pubblico, per giunta – la gioia resta impagabile, sebbene sfumata dal rimpianto per lo spettacolo mancato. Andrea Pellegrino, interpellato a caldo, ha usato parole misurate e sorprendentemente lucide per un uomo che ha appena scritto la pagina più bella della sua carriera. “A 29 anni – ha detto – non devo dimostrare più niente a nessuno”. Una dichiarazione che pesa come un macigno, perché rovescia la narrazione solita del “giovane promettente” o del “veterano in cerca di riscatto”. Pellegrino, di fatto, ha raggiunto questo risultato senza inseguire più illusioni, ma semplicemente lavorando sui fatti: nessuna esaltazione per il ritiro di Fils, nessuna ipocrita contentezza per la sofferenza altrui, solo la consapevolezza di averci provato fino in fondo, mettendo l’avversario (già in difficoltà) nelle condizioni psicologiche di mollare.
La giornata azzurra tra ritiri, caldo estivo e il ko pesante di Paolini
Il Foro Italico, sotto un sole quasi estivo che ha reso insopportabile la temperatura sulla terra battuta, ha regalato altri colpi di scena che meritano un’analisi puntuale. Se Pellegrino avanza, e se Bellucci ha mostrato una reazione di carattere vincendo il secondo set 6-2 dopo il ko nel primo, dall’altra parte del tabellone è arrivata la doccia gelata per Jasmine Paolini. La campionessa in carica – quella stessa che sembrava inarrestabile nell’edizione precedente – si è arresa a Elise Mertens nonostante tre match point a suo favore nel secondo set. Un ko, quest’ultimo, che avrà ripercussioni immediate sul ranking: la toscana è virtualmente fuori dalla top ten. Senza voler trarre conclusioni affrettate, resta il dato nudo e crudo di un’italiana che partiva meglio, che ha avuto la vittoria a portata di racchetta e che invece è stata risucchiata dai propri errori. Infine, lo spagnolo (che ha battuto Garin 7-6(2) 6-4) si prepara ad affrontare Rublev, mentre Pellegrino attende Frances Tiafoe lunedì 11 maggio. Ma questa, come si suol dire, è un’altra storia.
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