Tennis, sorprese e ritiri: Pellegrino vola al terzo turno degli Internazionali con un “regalo” firmato Fils

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Sotto il sole cocente del Foro Italico, una delle giornate cruciali del Masters 1000 capitolino ha regalato scenari inaspettati, mescolando la gioia genuina di chi conquista un traguardo insperato con l’amaro abbandono di chi, invece, era chiamato a recitare la parte del protagonista. Andrea Pellegrino, tennista di Bisceglie fermo ai blocchi di partenza di una carriera che solo a 29 anni inizia a svelare le sue potenzialità più nascoste, ha ottenuto il pass per il terzo turno – un’impresa mai riuscitagli prima in un Masters 1000 – approfittando del ritiro di Arthur Fils, apparso fin dai primi scambi in condizioni fisiche precarie che nulla avevano a che vedere con lo stato di forma mostrato nelle settimane precedenti.

Un match durato lo spazio di quattro game

L’incontro sulla Bnp Paribas Arena si è trasformato in una formalità dolorosa per il pubblico presente, durata appena il tempo di posizionarsi sugli spalti. Il francese, numero 15 del seeding e reduce dalla semifinale di Madrid -5, non è mai entrato realmente in partita. Dopo appena dieci minuti di gioco e una serie impressionante di errori gratuiti (ben nove nei primi tre game), Fils ha chiesto l’intervento del fisioterapista, uscendo dal campo per un medical timeout dalla durata di tre minuti. Al rientro, la sua situazione non è migliorata: Pellegrino, che giocava senza l’assillo della pressione avendo già centrato il suo primo obiettivo stagionale, si è portato avanti 4-0, strappando un doppio break. Il colpo di scena si è consumato quando il transalpino, visibilmente bloccato nei movimenti e probabilmente consapevole della necessità di preservarsi in vista degli impegni futuri sulla terra rossa, ha scelto di alzare bandiera bianca, stringendo la mano al giudice di sedia e al diretto avversario.

La rinascita silenziosa di Pellegrino

Per il pugliese, che racconta spesso di essersi messo addosso “pressioni inutili” in gioventù -3, questa vittoria – seppur atipica – rappresenta molto più di un semplice avanzamento nel tabellone. Dopo aver superato Luca Nardi al primo turno in un derby combattuto durato oltre due ore -8, Pellegrino ha firmato la sua seconda affermazione di rilievo contro un top 20, la prima era stata quella contro Felix Auger-Aliassime al Challenger di Estoril l’anno scorso. “Non me lo aspettavo, venivo da un infortunio”, ha dichiarato il biscegliese nel post-partita, ammettendo candidamente che “ci vuole un po’ di fortuna”, pur non nascondendo la soddisfazione per un traguardo storico per la sua carriera. L’azzurro, che al momento del ritiro si trovava in una posizione di vantaggio schiacciante (4-0 e 15-40), si prepara ora ad affrontare lo statunitense Frances Tiafoe, attuale numero 22 del mondo, in un match che lo vedrà nuovamente nei panni dello sfavorito ma che potrebbe consegnargli un ottavo di finale da sogno.

Un’altra azzurra ko: Paolini spreca tre match point

Se il tabellone maschile sorride all’Italia con questa avanzeria inaspettata, quello femminile riserva invece un pizzico d’amarezza. Jasmine Paolini, campionessa in carica e reduce da un 2025 da protagonista, non è riuscita a difendere il Titolo, arrendendosi a Elise Mertens al termine di una battaglia dai contorni crudeli. La toscana ha disputato una buona partita, tanto da costruirsi ben tre match point nel secondo set, ma la belga, solida come un muro, ha saputo ribaltare l’inerzia dello scontro, vincendo il parziale al tie-break e dilagando poi nel terzo. Oltre alla delusione per l’eliminazione, per Paolini questa sconfitta avrà conseguenze pesanti in classifica, sancendo la sua uscita dalla top ten dopo quasi due anni di permanenza. Con il ritiro di Fils e l’avanzamento di Pellegrino, quindi, la giornata romana si chiude con un bilancio misto: la scoperta di un nuovo volto azzurro ai piani altri del circuito e la conferma delle difficoltà di rendimento della sua stella più brillante.

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