Il giorno dei ritiri e delle sorprese: Pellegrino avanza, Fonseca fuori agli internazionali di Roma
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Redazione Sport
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Roma – Non c’è peggior modo per festeggiare un traguardo che sognarlo da una vita, eppure Andrea Pellegrino, 29 anni, non ci pensa nemmeno un secondo. Il tennista di Bisceglie, che fino a ieri era uno dei tanti comprimari nel grande circo dell’Atp, si è ritrovato a scrivere la pagina più bella della sua carriera nel modo più paradossale: approfittando del ritiro di Arthur Fils, il francese sceso in campo già palesemente in difficoltà – forse un virus, forse un problema alla schiena mai del tutto chiarito dalla dirigenza del torneo – e arresosi dopo appena quattro game. Era avanti 5-0 il pugliese, sulla BNP Paribas Arena, quando l’avversario ha sventolato bandiera bianca: nove gli errori gratuiti del numero 17 al mondo nei primi scambi, una condizione fisica talmente precaria da rendere il match una mera formalità.
Nessuno, e lo dice lui stesso a fine partita, vuole vincere perché l’altro non è in grado di competere. Eppure la gioia per un primo terzo turno in un Masters 1000 – proprio nella cornice del Foro Italico, dove l’azzurro ha sempre inseguito senza successo un piazzamento del genere – resta impagabile. Pellegrino, che ora affronterà lunedì 11 maggio Frances Tiafoe, ha commentato a caldo la sua prestazione (se di prestazione si può parlare, dati i soli quattro game disputati) con una frase secca: “A 29 anni non devo dimostrare più niente a nessuno”. Una dichiarazione che sa di maturità acquisita, di un percorso fatto di periferia e qualificazioni, lontano dai riflettori che qui, invece, per una sera lo hanno illuminato senza nemmeno dover sudare.
Il foro italiano perde Fonseca, la giornata è delle sorprese
Non solo il clamoroso passo avanti di Pellegrino, però, a caratterizzare questa giornata di metà maggio. Il tabellone degli internazionali ha già cominciato a fare le sue vittime eccellenti, e il nome più pesante è quello di Fonseca – out già al secondo turno, in una delle partite che molti attendevano come possibile trampolino di lancio. Il portoghese, reduce da una stagione sulla terra battuta altalenante, non ha trovato il modo di imporre il suo gioco, cedendo a un avversario più solido e meno appariscente. Una debacle che si aggiunge alla serie di eliminazioni premature, propria di un torneo che storicamente premia la resistenza fisica più che il talento estemporaneo.
Paolini shock: ko con Mertens e addio alla top ten
La delusione più cocente per il pubblico di casa, però, arriva dal singolare femminile. Jasmine Paolini, campionessa in carica e reduce da un’annata da ricordare, si è arresa a Elise Mertens nonostante un avvio incoraggiante. La tennista belga, che ha sempre rappresentato un ostacolo scomodo per l’azzurra, ha avuto la meglio al termine di un secondo set nel quale Paolini ha sprecato ben tre match point. Una debacle che costa carissima: il ko la farà scivolare fuori dalle prime dieci del ranking mondiale, un contraccolpo psicologico non da poco in vista della stagione su terra che proseguirà con il Roland Garros. Poco più tardi, un altro segnale positivo arriva dal match di Bellucci – che dopo aver perso il primo set ha reagito vincendo il secondo con un perentorio 6-2, portando la sfida al terzo parziale – in una giornata dove il caldo quasi estivo sul Foro Italico sembra aver messo a dura prova la resistenza di molti atleti.
Fils si ritira, Pellegrino avanza: il sogno continua senza acuti
Così, mentre lo spagnolo batte Garin 7-6(2) 6-4 preparandosi ad affrontare Rublev ai sedicesimi, e mentre il tabellone maschile si riempie di nuovi scenari, Pellegrino si gode un momento che nessuno gli potrà più togliere. Il problema alla schiena di Fils, mai diagnosticato in modo chiaro durante la diretta del match, lascia l’amaro in bocca agli appassionati che speravano in un confronto vero; ma per il tennista di Bisceglie è comunque una vittoria nel segno della pazienza. “Non cerco la gloria facile – sembra dire il suo sguardo – ma a trent’anni contati accetto anche questa”. Un terzo turno arrivato senza nemmeno dover completare un game vinto con lo scambio, ma che il regolamento e la cronaca segneranno per sempre come il suo miglior risultato in carriera.
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